La via Marina corre per circa 1,7 chilometri tra palme, architetture Liberty, resti archeologici e vista sulla Sicilia
Il lungomare Falcomatà di Reggio Calabria è uno dei luoghi italiani in cui il mare diventa città, memoria e paesaggio nello stesso momento. È qui che si trova quello che molti considerano il lungomare più bello d’Italia. La passeggiata corre per circa 1,7 chilometri, da piazza Indipendenza a piazza Garibaldi, lungo la fascia urbana affacciata sullo Stretto di Messina, e rappresenta il tratto più riconoscibile della via Marina reggina.
Qui il mare resta sempre dentro lo sguardo, con la Sicilia vicinissima, le luci della costa messinese al tramonto, le palme, i ficus, le aiuole, i palazzi tardo Liberty e le tracce archeologiche che raccontano la lunga storia della città. È il luogo che molte guide indicano come il “chilometro più bello d’Italia”, formula tradizionalmente attribuita a Gabriele D’Annunzio, anche se la paternità della frase viene discussa da storici locali e da alcune ricostruzioni che la collegano alla sua diffusione nel Novecento. Reggio Calabria possiede un fronte mare che funziona come salotto pubblico, itinerario culturale, spazio di incontro e balcone naturale su uno dei paesaggi più intensi del Mediterraneo.
Perché è considerato così bello
La bellezza del lungomare nasce dall’equilibrio tra natura, architettura e uso quotidiano. La via Marina alta mantiene il rapporto con la città costruita, con edifici eleganti e scorci urbani che conducono verso il centro. La fascia verde introduce un ritmo più lento, quasi da giardino lineare, con specie mediterranee ed esotiche che alleggeriscono il profilo urbano. La parte bassa apre invece la vista sullo Stretto, con una profondità visiva rara nelle città costiere italiane.
Il percorso cambia carattere durante la giornata. Al mattino dominano la luce netta e il blu dell’acqua, con la percezione fisica della costa siciliana. Nel pomeriggio il lungomare diventa spazio sociale, frequentato da famiglie, residenti, turisti e sportivi. La sera, quando Messina e la costa opposta si accendono, il panorama assume una qualità quasi teatrale. La città guarda un territorio vicino e separato, dentro un paesaggio che racconta movimento, passaggio e scambio.
Una storia segnata dai terremoti
Il volto attuale della passeggiata deriva da una storia complessa. Reggio Calabria ha ricostruito più volte il suo rapporto con il mare dopo eventi traumatici, in particolare dopo il terremoto del 1908, che modificò profondamente l’assetto urbano. La ricostruzione seguì criteri moderni per l’epoca, con strade più regolari e un nuovo disegno dell’affaccio costiero. In questo processo la via Marina assunse un ruolo identitario sempre più forte.
Negli anni Novanta arrivò una nuova fase decisiva. La riqualificazione legata alla stagione amministrativa di Italo Falcomatà, sindaco molto amato dai reggini, restituì centralità a questo spazio e lo trasformò in uno dei simboli della cosiddetta Primavera di Reggio. Il lungomare oggi porta il suo nome proprio per questo legame. La rinascita urbana non riguardò soltanto l’arredo o la passeggiata. Coinvolse l’immagine stessa della città, che tornò a presentarsi attraverso il suo fronte mare.
Liberty, archeologia e arte all’aperto
Il lungomare Falcomatà non vive soltanto di panorama. Lungo il percorso si incontrano palazzi in stile Liberty, testimonianze della ricostruzione novecentesca, monumenti, sculture contemporanee e resti antichi. Tra i riferimenti più noti ci sono Villa Genoese Zerbi, le opere di Rabarama, le installazioni di Edoardo Tresoldi, i tratti delle mura greche e le terme romane. Il risultato è una passeggiata che permette al visitatore di leggere Reggio Calabria senza entrare subito in un museo.
Il lungomare funziona come porta culturale della città. In pochi minuti si può passare dalla passeggiata al Museo Archeologico Nazionale, dove sono custoditi i Bronzi di Riace, al centro storico, al Duomo, alla Pinacoteca civica e alla Villa comunale. Per una città del Mezzogiorno, spesso raccontata solo attraverso fragilità e cronaca, questo spazio pubblico mostra come un’area urbana curata possa diventare narrazione, economia leggera e attrattività.
L’Arena dello Stretto e la vita estiva
Uno dei punti più riconoscibili è l’Arena dello Stretto, costruita nell’area del vecchio Molo di Porto Salvo, distrutto dal terremoto del 1908. La struttura richiama la tradizione del teatro greco e ospita eventi, spettacoli e manifestazioni estive con lo sfondo naturale dello Stretto. È uno di quei luoghi in cui la città usa il paesaggio come scenografia pubblica.
Questo rende il lungomare diverso da molte passeggiate nate solo per il turismo balneare. A Reggio Calabria la via Marina appartiene prima di tutto ai residenti. Il turista la percorre, la fotografa e la racconta. I reggini la vivono come luogo di incontri, camminate e vita quotidiana. È anche per questo che l’idea del “più bello d’Italia” continua a circolare nel tempo, più come percezione condivisa che come classifica ufficiale.
Il mito del “chilometro più bello”
La formula del “chilometro più bello d’Italia” accompagna da decenni il racconto turistico di Reggio Calabria. Molti siti istituzionali e guide la riportano come frase dannunziana. Alcune ricostruzioni storiche, però, ne mettono in dubbio l’attribuzione e indicano una possibile origine giornalistica o radiofonica, legata alla sua diffusione nel secondo dopoguerra.
Lo Stretto, la Sicilia di fronte, la luce, le palme e la passeggiata urbana hanno trasformato una definizione fortunata in un riferimento stabile nell’immaginario collettivo.
Gli altri lungomari da vedere
Reggio Calabria occupa un posto particolare, ma l’Italia offre altri lungomari capaci di raccontare il mare in modi diversi. San Benedetto del Tronto propone palme, giardini tematici e una forte tradizione balneare. Cesenatico lega il mare al porto canale leonardesco e a una identità marinara ancora evidente. Gallipoli mantiene un rapporto diretto e mediterraneo con il mare, tra pescatori, mura e centro storico. Alassio, con il suo Muretto, restituisce una dimensione più raccolta e mondana.
Per chi viaggia, la scelta dipende dall’esperienza cercata. Reggio Calabria offre una passeggiata urbana, panoramica e culturale unica.
A cura della Redazione GTNews
