Dalla fotografia di LinkedIn emergono competenze emergenti, squilibri ancora presenti e indicazioni operative per orientare scelte formative e percorsi professionali
Il mercato del lavoro italiano sta cambiando pelle, e lo fa a una velocità che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. L’intelligenza artificiale, l’analisi dei dati e le competenze centrate sulla persona stanno riscrivendo le priorità delle aziende, mentre interi settori aggiornano le proprie richieste di profili qualificati. È questo il quadro che emerge dalla classifica annuale LinkedIn “Jobs on the Rise 2026”, che fotografa i ruoli in più rapida crescita tra gli utenti della piattaforma negli ultimi tre anni. Oltre la metà delle professioni individuate rientra nelle discipline STEM, segnale chiaro di una trasformazione strutturale del lavoro. Il report offre una bussola concreta per chi studia oggi e per chi valuta un cambio di carriera. La direzione appare ormai tracciata: competenze tecnologiche solide, capacità analitiche e visione interdisciplinare stanno diventando la combinazione più richiesta. In questo scenario, orientarsi bene conta parecchio. E chi parte adesso può giocarsi un vantaggio reale.
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Tra le quindici aree professionali individuate spiccano ruoli ad alto contenuto tecnologico. In cima troviamo ingegneria dell’intelligenza artificiale, dedicata alla progettazione e all’addestramento di modelli generativi, e la direzione AI, che governa strategia, ricerca e conformità normativa.
Seguono figure sempre più centrali come specialista HSE (Salute, Sicurezza e Ambiente), ingegneria dei sistemi avionici, bioinformatica, wealth manager, project manager, ingegneria elettrica, business development consultant, consulente tecnico commerciale, responsabile approvvigionamento, contabile, controller, responsabile vendite e consulente strategico. Un mix che racconta bene dove stanno andando imprese e organizzazioni.
LinkedIn: un mercato del lavoro sempre più fluido
“Il mercato del lavoro oggi assomiglia sempre più a una grande rotonda, in cui flussi diversi – generazioni, competenze e tecnologia – si incrociano continuamente”, commenta Marcello Albergoni, country manager di LinkedIn Italia.
“Vediamo ora che oltre 6 professionisti su 10 trovano più difficile cercare lavoro rispetto al passato, e questo fornisce una direzione chiara: servono strumenti che rendano il percorso più leggibile, equo e basato sulle competenze. L’impegno di LinkedIn è proprio quello di aiutare persone e aziende a orientarsi in questo scenario, valorizzando il talento a ogni età.”
Giovani, senior e competenze: i segnali chiave
“Quattro generazioni si muovono in un mercato complesso, con aspettative e timori diversi”, osserva Michele Pierri, senior managing editor di LinkedIn Notizie Italia.
“I dati ci dicono che i giovani guardano all’estero, mentre i più senior temono di essere penalizzati. Inoltre, il 43% pensa di cambiare lavoro, mentre il 74% non si sente preparato”.
Secondo Pierri, la vera sfida consiste nell’investire sulle competenze giuste e sfruttare trend come i Jobs on the Rise per trasformare un contesto in rapida evoluzione in una leva di crescita professionale concreta.
I consigli pratici per chi cerca lavoro
Olga Farreras Casado, career expert di LinkedIn Italia, suggerisce tre mosse operative per affrontare la ricerca con maggiore consapevolezza. Prima di tutto, dotarsi degli strumenti giusti: la piattaforma offre indicazioni operative e corsi gratuiti utili a migliorare il proprio profilo.
In secondo luogo, prepararsi al cambiamento. Il mercato evolve in fretta e conviene monitorare i trend del proprio settore, chiarire l’obiettivo professionale e sviluppare le competenze chiave con piccoli passi continui. Infine, tenere aggiornato il profilo LinkedIn, spesso primo punto di contatto con i recruiter. Competenze ben evidenziate, esperienze chiare e informazioni verificate aumentano la fiducia e aiutano a emergere in un contesto molto competitivo.
Divari di genere: il nodo ancora aperto
L’analisi dei dati, approfondita con Luca Maniscalco, giornalista e responsabile comunicazione e marketing di UniMi, mette in luce alcune criticità strutturali.
“La classifica dei lavori in crescita secondo LinkedIn offre una fotografia molto utile delle dinamiche in atto nel mercato del lavoro italiano. I ruoli sono fortemente orientati alla tecnologia e all’innovazione. Le prime posizioni sono legate all’Intelligenza Artificiale, questo rende fondamentali le competenze trasversali”.
Maniscalco evidenzia anche il tema dell’equilibrio di genere: “I dati LinkedIn mostrano purtroppo una netta sottorappresentanza femminile in molti dei ruoli in più rapida crescita. Figure come ingegnere dell’intelligenza artificiale e ingegnere elettrico vedono percentuali di donne significativamente sotto il 30%”.
Lavoro ibrido e divari territoriali
Sul fronte organizzativo emerge una diffusione ampia del lavoro ibrido, spesso superiore al 40-50% in ruoli come bioinformatico o tecnico commerciale. Il modello misto presenza-remoto sembra oggi quello più utilizzato per gestire team multidisciplinari e progetti complessi. Il full remote resta più limitato. Dal punto di vista geografico, il report non propone una vera disaggregazione per macro-aree. Tuttavia, le principali città che assumono restano Milano, Roma, Torino, Napoli e Genova.
“Le opportunità indicate dal ranking sono concentrate nei grandi centri urbani del Nord e del Centro, dove l’ecosistema professionale e le reti di imprese tecnologiche sono più sviluppati”, spiega Maniscalco.
Il messaggio ai giovani del Sud
Il giornalista lancia infine un invito diretto alle nuove generazioni: “Alle ragazze e ai ragazzi della mia Sicilia e della Calabria consiglio di scegliere con curiosità e coraggio. Non abbiate paura di esplorare le discipline STEM e in generale i percorsi che vi sembrano lontani dalla vostra quotidianità. Il talento non ha confini geografici, né di genere”.
A cura della Redazione GTNews
Link utili:
Jobs on the Rise Italia 2026 – LinkedIn
