L’Italia spalanca le porte ai laureati in Romania

Il Belpaese si adegua alle norme già in vigore nell’Unione europea. Nelle ASL anche gli infermieri che abbiano maturato 3 anni di esperienza negli ultimi 5 anni

Il nuovo decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 novembre 2025 cambia una storia durata più di un decennio, fatta di lunghe attese, ricorsi, esclusioni e procedure che sembravano costruite per rallentare. Da oggi, gli infermieri laureati in Romania potranno partecipare ai concorsi pubblici italiani al pari dei colleghi formati nel nostro Paese. Le regole, finora rigide e frammentate, vengono sostituite da un quadro unico e finalmente leggibile, che recepisce la Direttiva (UE) 2024/505 e introduce una svolta che migliaia di operatori sanitari attendevano. Il provvedimento riguarda una categoria di professionisti fondamentale per un sistema che soffre da anni una cronica mancanza di personale, con ospedali e ASL costretti a colmare i turni come possono.

Il decreto riconosce formalmente i titoli conseguiti in Romania e regola il percorso di chi, pur avendo studiato all’estero, desidera stabilirsi e lavorare stabilmente in Italia. Una novità che risponde non solo alle necessità dei singoli infermieri, ma anche a una domanda crescente di forza lavoro qualificata in un settore che continua a perdere personale per pensionamenti, dimissioni e trasferimenti all’estero. Il governo, con questo atto, accelera sul fronte del riconoscimento professionale e garantisce finalmente tempi più certi per chi, fino a ieri, si muoveva in un labirinto burocratico.

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Chi potrà realmente accedere ai concorsi in Italia

Il Decreto Legislativo n. 169 del 6 novembre 2025, pubblicato nella Serie Generale n. 268, specifica che potranno accedere ai concorsi pubblici solo gli infermieri che hanno completato la formazione in Romania e che possono dimostrare di aver lavorato almeno tre anni consecutivi negli ultimi cinque nel Paese d’origine.
Questa esperienza pratica obbligatoria serve come garanzia: certifica che il professionista ha già svolto attività concreta, riducendo i tempi e i passaggi valutativi che in passato rallentavano il riconoscimento.

Riconoscimento dei titoli prima e dopo il 3 marzo 2024

Il decreto distingue due categorie precise:

  • Titoli conseguiti prima del 3 marzo 2024:
    Riconoscimento possibile solo con l’esperienza professionale documentata. In Romania, in quel periodo, il percorso universitario non era ancora pienamente allineato agli standard europei previsti dalla Direttiva 2005/36/CE. La pratica certificata colma questo gap formativo.
  • Titoli conseguiti dopo il 3 marzo 2024:
    Scatta il riconoscimento automatico, perché le nuove lauree rumene rispettano già gli standard UE. Niente più valutazioni individuali, niente più attese indefinite: il titolo vale come quello italiano.

Restano esclusi i professionisti che non possono documentare l’esperienza prevista o che non possiedono i requisiti minimi richiesti dal nuovo assetto normativo.

Cosa cambia davvero rispetto al passato

Fino a oggi, ottenere il riconoscimento del titolo rumeno significava affrontare verifiche, integrazioni, richieste di documentazione aggiuntiva e, spesso, lunghi periodi di sospensione dell’istruttoria. Il risultato era una disparità di trattamento che penalizzava chi voleva lavorare nel sistema sanitario pubblico italiano, rallentando anche le ASL che avevano urgente bisogno di personale. Con il nuovo decreto, che recepisce integralmente la normativa europea, tutto questo viene superato con un meccanismo unico e più lineare.

Una volta riconosciuta la qualifica e ottenuta l’iscrizione all’Ordine degli infermieri, i professionisti laureati in Romania potranno accedere ai concorsi pubblici senza limitazioni. Questo significa partecipare alle stesse procedure riservate agli infermieri italiani, concorrere per contratti stabili e proporsi per incarichi nelle strutture pubbliche, dalle ASL agli ospedali fino alle RSA accreditate. Per molti sarà la fine di un limbo durato anni.

Cosa potranno fare gli infermieri dopo il riconoscimento

Una volta completato l’iter e ottenuto l’ok formale, gli infermieri potranno:

  • partecipare ai concorsi pubblici delle ASL, degli ospedali e delle strutture pubbliche;
  • concorrere per gli stessi posti dei colleghi con laurea italiana;
  • accedere ai contratti a tempo indeterminato del settore pubblico;
  • lavorare nelle RSA e nelle strutture socio-sanitarie che richiedono iscrizione all’Ordine;
  • partecipare a mobilità interne ed esterne come qualsiasi altro professionista del SSN.

È l’ultimo tassello di un processo lungo, che allinea l’Italia agli altri Paesi europei e rimette ordine in una materia in cui, per anni, sono proliferate interpretazioni discordanti tra regioni e singole amministrazioni.

Link utili:

Gazzetta Ufficiale

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