Virus Andes, il Ministero fissa le regole per gestire il rischio in Italia

Dopo il focolaio sulla MV Hondius, quarantena di 42 giorni per passeggeri ed equipaggio esposti, niente voli commerciali e test prioritari nei pazienti sintomatici

Fissate le regole operative per gestire in Italia il rischio legato al virus Andes, il ceppo di hantavirus associato al focolaio individuato sulla nave da crociera MV Hondius. Con la circolare dellโ€™11 maggio il Ministero della Salute dispone quarantena fiduciaria per sei settimane, sorveglianza sanitaria attiva, limitazioni agli spostamenti, uso di mascherine chirurgiche resistenti ai fluidi nei trasferimenti organizzati e una rete nazionale di laboratori regionali per la diagnostica.

La misura riguarda soprattutto i contatti ad alto rischio, cioรจ passeggeri ed equipaggio della nave, persone che hanno avuto rapporti stretti con casi probabili o confermati e, per scelta precauzionale italiana, tutti i passeggeri di un volo su cui venga identificato un caso probabile o confermato.

Il livello di rischio per la popolazione generale resta molto basso, secondo la valutazione condivisa da Ministero, ECDC e OMS, ma la gestione sanitaria si muove con margini ampi perchรฉ il virus ha unโ€™incubazione lunga e le informazioni sul focolaio sono ancora in aggiornamento.

Perchรฉ scatta la cautela?

Gli hantavirus sono virus zoonotici trasmessi in modo occasionale allโ€™uomo dai roditori. Il contagio avviene soprattutto attraverso inalazione di particelle contaminate da urina, feci o saliva di animali infetti, oppure per contatto con superfici contaminate e, piรน raramente, attraverso morsi. Le specie presenti in Europa causano in prevalenza forme con coinvolgimento renale, mentre nelle Americhe circolano ceppi capaci di provocare la sindrome cardiopolmonare da hantavirus, una malattia a rapida evoluzione che puรฒ portare a insufficienza respiratoria grave, shock e ricovero in terapia intensiva.

Il punto che ha spinto il Ministero ad adottare misure rigorose riguarda il virus Andes. La trasmissione tra persone รจ rara, documentata nelle Americhe e legata a contatti stretti e prolungati, ma rappresenta una differenza rilevante rispetto ad altri hantavirus. La circolare richiama proprio questa caratteristica, insieme alla gravitร  clinica dei casi osservati sulla MV Hondius e alla gestione internazionale dei rimpatri, per spiegare la scelta di mantenere alta lโ€™attenzione sanitaria.

Il serbatoio naturale del virus Andes, il roditore Oligoryzomys longicaudatus, vive nelle regioni meridionali del Sud America e risulta assente in Italia. Questo riduce in modo decisivo la possibilitร  di una trasmissione autoctona nel nostro Paese.

Tutto sul focolaio nella MV Hondius

Il focolaio รจ stato segnalato allโ€™OMS il 2 maggio 2026, dopo la comparsa di gravi malattie respiratorie tra persone che avevano viaggiato sulla nave da crociera olandese MV Hondius. La nave era partita da Ushuaia, in Argentina, il 1ยฐ aprile e aveva seguito un itinerario nel Sud Atlantico. Secondo la fotografia riportata nella circolare italiana, allโ€™11 maggio risultavano nove casi complessivi, sette confermati in laboratorio e due probabili, con tre decessi. Tutti i casi confermati sono stati identificati come infezioni da virus Andes.

La progressione clinica osservata nei pazienti ha avuto un andamento rapido. I primi disturbi sono apparsi spesso generici, con cefalea, sintomi gastrointestinali lievi, febbre e segni respiratori iniziali. In diversi casi, nelle successive 24-48 ore, il quadro รจ peggiorato con astenia, vertigini, tachipnea e riduzione della diuresi. Alcuni pazienti hanno sviluppato insufficienza respiratoria acuta, shock e ARDS, la sindrome da distress respiratorio acuto. Questo decorso spiega perchรฉ le autoritร  sanitarie abbiano scelto di anticipare le misure di isolamento e tracciamento rispetto alla comparsa di eventuali nuovi casi.

Quali sono i contatti da considerare ad alto rischio?

La circolare classifica come contatti ad alto rischio tutte le persone presenti sulla MV Hondius al momento indicato dai documenti ECDC, esclusi gli esperti di sanitร  pubblica imbarcati a Capo Verde il 6 maggio. Rientrano nello stesso gruppo:

  • le persone che hanno condiviso la stanza con un caso probabile o confermato
  • i partner intimi
  • chi ha avuto contatti fisici diretti
  • chi ha condiviso bagno o spazio per dormire
  • chi รจ rimasto a distanza ravvicinata per piรน di 15 minuti
  • chi ha partecipato a pasti comuni o interazioni sociali prolungate
  • gli operatori sanitari esposti senza dispositivi adeguati
  • chi ha maneggiato indumenti, rifiuti sanitari o fluidi corporei contaminati senza protezione.

Per queste persone il Ministero prevede quarantena fiduciaria per sei settimane, pari a 42 giorni. La persona esposta deve usare una stanza propria, mantenere almeno due metri di distanza dai conviventi, evitare la condivisione di stoviglie, garantire ventilazione degli ambienti e seguire il monitoraggio quotidiano da parte dellโ€™autoritร  sanitaria del luogo di residenza.

La circolare ammette uscite limitate per preservare salute mentale e benessere, con mascherina chirurgica resistente ai fluidi ed evitando assembramenti. I contatti ad alto rischio, inoltre, devono evitare mezzi pubblici e voli commerciali per il rimpatrio. Nei trasferimenti organizzati devono indossare mascherina medica resistente ai fluidi e avere un posto libero intorno in ogni direzione.

Le regole per voli e viaggi

Il documento ministeriale adotta una linea piรน ampia per il trasporto aereo. In base alle indicazioni ordinarie, il rischio maggiore riguarda i passeggeri seduti nella stessa fila e nelle due file intorno a un caso durante voli superiori alle sei ore. Lโ€™Italia sceglie perรฒ una soglia piรน cautelativa. Qualora su un aereo venga identificato un caso probabile o confermato, tutti i passeggeri del volo vengono considerati contatti ad alto rischio, a prescindere dalla durata del viaggio e dal posto occupato. La misura potrร  essere rivalutata con nuove evidenze epidemiologiche.

Gli USMAF, gli Uffici di sanitร  marittima, aerea e di frontiera, sono chiamati a rafforzare la vigilanza sui mezzi di trasporto e sui viaggiatori. In presenza di eventi sanitari compatibili con hantavirus, devono attivare il coordinamento con gli uffici centrali del Ministero, raccogliere le informazioni utili al contact tracing e assicurare lโ€™uso di dispositivi di protezione adeguati. Per i casi sospetti si prevede una gestione con DPI di livello almeno FFP2, accanto alle misure di isolamento e alla raccolta dei Passenger Locator Form, strumenti utili a ricostruire rapidamente la rete dei contatti.

Test, laboratori e falsi negativi

La strategia diagnostica dร  prioritร  ai pazienti sintomatici, soprattutto quando il quadro clinico richiama la sindrome cardiopolmonare da hantavirus. Il test molecolare PCR puรฒ rilevare la viremia nelle fasi iniziali della malattia sintomatica, mentre la sierologia IgM tende a diventare positiva dopo lโ€™esordio dei sintomi. La circolare insiste su un punto pratico importante. I test effettuati durante il periodo di incubazione possono risultare negativi e dare una falsa rassicurazione. Per questo, nei contatti asintomatici il pilastro resta il monitoraggio sanitario, piรน che la ripetizione routinaria dei test.

Il Ministero chiede alle Regioni di individuare laboratori idonei per la diagnosi del virus Andes e di contribuire alla costituzione di una rete nazionale di riferimento. Nella fase di transizione, per eventuali casi sospetti, lโ€™ASL territorialmente competente deve attivare le procedure indicate dalla circolare.

Il riferimento nazionale resta il Laboratorio di Virologia dellโ€™INMI Spallanzani, in collaborazione con lโ€™Istituto Superiore di Sanitร . Il documento indica anche il centralino dello Spallanzani, 06-551701, per il contatto con il medico reperibile nei casi clinicamente compatibili o difficili da spiegare con gli accertamenti ordinari.

Quali sono i sintomi da riconoscere?

Il periodo di incubazione varia in genere da una a otto settimane dallโ€™esposizione, con differenze legate al ceppo virale e al tipo di contatto. I sintomi iniziali possono essere poco specifici e somigliare ad altre infezioni virali. Febbre, mal di testa, dolori muscolari, brividi, vertigini, nausea, vomito, diarrea, dolore addominale, tosse, dolore toracico e difficoltร  respiratoria rientrano tra i segnali descritti nelle definizioni operative del Ministero e nelle FAQ ufficiali.

Le forme cliniche seguono due grandi strade. In Europa e Asia prevale la febbre emorragica con sindrome renale, che interessa soprattutto reni e vasi sanguigni. Nelle Americhe puรฒ manifestarsi la sindrome cardiopolmonare, legata a ceppi come Andes e Sin Nombre, con possibile peggioramento rapido a carico di polmoni e cuore. Il Ministero ricorda che al momento non sono disponibili una terapia antivirale specifica nรฉ un vaccino autorizzato per prevenzione o trattamento. La cura si basa sul supporto clinico tempestivo, sul monitoraggio e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali.

Hantavirus, quando รจ consigliabile chiamare il medico

Chi presenta febbre improvvisa, forti dolori muscolari, disturbi gastrointestinali marcati o difficoltร  respiratoria deve contattare il medico, soprattutto se nelle settimane precedenti ha avuto contatti con roditori o loro escrementi, ha soggiornato in aree rurali o boschive endemiche, ha viaggiato in Sud America, ha avuto rapporti stretti con un caso confermato o rientra tra le persone tracciate dopo il focolaio della MV Hondius. Nei quadri respiratori importanti, la chiamata al numero di emergenza sanitaria 118 resta la scelta corretta. Lโ€™intervento precoce serve a valutare il ricovero, attivare gli esami mirati e proteggere familiari, operatori sanitari e altri contatti.

Per la popolazione generale italiana la prevenzione riguarda soprattutto la riduzione dei contatti con roditori e materiali contaminati. Le FAQ del Ministero della Salute raccomandano di evitare il contatto con roditori e loro escreti, aerare bene i locali chiusi prima della pulizia, usare guanti e mascherine quando si interviene in cantine, soffitte o magazzini potenzialmente contaminati, non spazzare a secco la polvere sospetta e inumidire le aree da pulire. Le stesse indicazioni richiamano lโ€™importanza di mantenere puliti gli ambienti domestici e di lavoro e di lavare spesso le mani. Il Ministero, inoltre, precisa che i principali responsabili della trasmissione sono i roditori e che cani e gatti non sono considerati una fonte comune di contagio per lโ€™uomo.

Lavoro, DVR e trasferte

Alcune attivitร  professionali richiedono attenzione specifica perchรฉ aumentano la probabilitร  di contatto con roditori e materiali contaminati. Rientrano tra i profili piรน esposti i lavoratori agricoli e forestali, il personale impegnato in pulizia e bonifica di ambienti chiusi, gli addetti a magazzini e depositi, gli edili coinvolti in demolizioni o ristrutturazioni di edifici disabitati e gli operatori di pest control. In questi contesti il rischio biologico va considerato nel Documento di valutazione dei rischi, con formazione adeguata, procedure di pulizia corrette e dispositivi di protezione commisurati al tipo di esposizione.

Per le imprese che inviano lavoratori in aree endemiche del Sud America, il virus Andes deve entrare nelle procedure di sicurezza per le trasferte. Le zone piรน rilevanti comprendono aree rurali e boschive di Argentina, in particolare Patagonia, Cile e altri territori sudamericani dove circolano hantavirus associati a forme polmonari.

Le precauzioni sono fondamentali. Alloggi ben sigillati, alimenti conservati in contenitori ermetici, rifiuti gestiti con cura, divieto di contatto con roditori e pulizia umida degli ambienti riducono il rischio piรน della paura generica. Anche in questo caso la parte decisiva รจ organizzativa. Informare prima della partenza, aggiornare la valutazione del rischio, coinvolgere il medico competente e indicare cosa fare in caso di sintomi nelle settimane successive al rientro.

Che cosa cambia per i cittadini?

Per chi vive in Italia e non rientra tra i contatti del focolaio, la circolare non introduce limitazioni alla vita quotidiana. La sorveglianza riguarda persone specifiche, tracciate attraverso canali sanitari nazionali ed europei. Il messaggio operativo รจ semplice. Il rischio generale resta molto basso, mentre i contatti ad alto rischio seguono regole piรน rigide perchรฉ il periodo di incubazione puรฒ arrivare a 42 giorni e perchรฉ il virus Andes, pur trasmettendosi raramente tra persone, richiede attenzione quando esistono esposizioni strette e documentate. La risposta sanitaria punta quindi a chiudere le possibili catene di trasmissione prima che producano nuovi casi.

A cura della Redazione GTNews

Link utili:
Ministero della Salute โ€“ FAQ โ€“ Infezione da hantavirus
Andes hantavirus outbreak in cruise ship, 12 May 2026

Nota per i lettori โ€“ Lโ€™immagine usata per questo articolo รจ stata creata grazie allโ€™utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

Roberto Zonca

Roberto Zonca รจ giornalista professionista, attivo nellโ€™informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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