Diritto ed etica nella Polizia: il saggio di Massimo Loddo

Dal Codice Etico europeo al diritto alla felicità: Massimo Loddo svela come i poliziotti debbano coltivare coscienza e benessere sociale

Nella sala convegni della Biblioteca Comunale “Francesca Sanna Sulis” di Quartucciu l’atmosfera era quella delle grandi occasioni. Cittadini, autorità e rappresentanti delle forze dell’ordine si sono ritrovati per conoscere da vicino “Il Codice Europeo di Etica per la Polizia. Dall’Etica per la Polizia a una Polizia Etica”, il nuovo libro di Massimo Loddo, edito da Aracne Editrice. Tra il pubblico erano presenti il Sindaco Pietro Pisu, gli assessori Elisabetta Contini e Carlo Secci, il professor Daniele Vinci della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, don Elvio Puddu e la Commissario Capo Silvia Pisano, insieme a numerosi poliziotti, carabinieri e finanzieri. La partecipazione corale ha trasformato la presentazione in un momento di comunità, dove etica, responsabilità e ricerca della felicità sono diventati il filo conduttore di un dialogo aperto tra istituzioni e cittadini.

A introdurre l’autore è stata Valentina Vaccaro, relatrice della serata, che ha sottolineato come il libro non sia una semplice guida normativa:
«È un libro che non si limita a spiegare un codice, ma ci invita a riflettere su valori universali: giustizia, dignità, responsabilità, felicità».
Il testo esplora temi come legalità, proporzionalità e rispetto dei diritti umani, mostrando come l’etica sia il cuore dell’azione di chi serve lo Stato. Vaccaro ha arricchito la riflessione citando Sant’Agostino: «La pace di tutte le cose è la tranquillità dell’ordine», ricordando che ogni ordine deve essere giusto prima di essere imposto. Ha poi concluso con un invito: «Vi auguro che questa serata non sia solo un’occasione per scoprire un libro, ma un invito a vivere con più consapevolezza il proprio impegno nella società».

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Dall’amicizia alla felicità: il cuore del messaggio di Loddo

Prima di prendere la parola, Massimo Loddo ha voluto ricordare con commozione Emanuela Loi, giovane agente di polizia vittima della mafia. Subito dopo, ha aperto un discorso che ha toccato corde profonde, legando il concetto di amicizia alla felicità, riprendendo Aristotele e la sua “Etica”: una società migliore nasce da persone felici e generose.

Secondo Loddo, «una persona felice è una persona generosa e una persona generosa lo è perché sa leggere i bisogni del prossimo». La felicità non è solo un sentimento personale, ma una condizione sociale che favorisce la solidarietà e l’impegno collettivo. Nel dialogo con la relatrice, l’autore ha tracciato un filo diretto tra etica, felicità e funzione della Polizia, descrivendo le forze dell’ordine come custodi del benessere della comunità attraverso la prevenzione.

Dal diritto alla felicità al F.I.L. del Bhutan

Loddo ha ricordato come il diritto alla felicità sia stato formalmente riconosciuto nella Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti del 1776, diventando un principio inviolabile. Ha quindi portato i presenti in un viaggio ideale fino al regno del Bhutan, piccolo Stato himalayano in cui non si misura il benessere con il PIL, ma con il FIL – Felicità Interna Lorda.

L’autore ha spiegato come questo approccio culturale evidenzi una connessione tra politica, coscienza e benessere sociale, aprendo uno spiraglio su un modello di sviluppo in cui la qualità della vita non si riduce alla ricchezza materiale. Il FIL diventa così il simbolo di una visione etica che può ispirare anche l’Occidente, invitando a ripensare il ruolo delle istituzioni e della stessa Polizia come garanti della serenità collettiva.

Il servizio come coltivazione della coscienza

Il concetto di servizio, centrale per chi indossa la divisa, ha trovato nuove sfumature nel discorso di Loddo. In ebraico, il verbo servire significa anche coltivare, mentre in giapponese si ricollega al termine samurai, guerrieri capaci di unire disciplina e meditazione zen. Loddo ha sottolineato che, come i samurai seguivano il Bushido, i poliziotti moderni dovrebbero coltivare una coscienza etica che guidi le loro azioni oltre la mera applicazione della legge.

La serata ha raggiunto un momento di forte emozione quando il fratello di Aldo Scardella, vittima di un noto errore giudiziario, ha letto una poesia dedicata a Emanuela Loi, riportando l’attenzione sulla responsabilità morale e umana delle istituzioni. A chiudere l’incontro, Loddo ha citato le parole di Papa Giovanni Paolo II, pronunciate a Cagliari nel 1985: «Non appiattitevi nella mediocrità, prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro!».

Un libro tra diritto, etica e ispirazione sociale

Il Codice Europeo di Etica per la Polizia” non è soltanto un manuale per operatori di sicurezza: è un invito alla riflessione. La prefazione di Mons. Mario Farci e la postfazione del magistrato Francesco Mandoi ampliano il dialogo tra teologia e diritto, offrendo una visione integrata di etica pubblica e responsabilità civile.

Il libro è disponibile nelle principali librerie e store online, offrendo ai lettori non solo un viaggio nella normativa etica europea, ma anche una ricerca di felicità come principio di giustizia e di servizio alla collettività.

Link utili:
@racne – Il codice europeo di etica per la polizia – Dall’etica per la polizia a una polizia etica

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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