Quando le cellule raggiungono il cervello rallentano temporaneamente per adattarsi al nuovo ambiente. Eโ in quel momento che risultano piรน deboli
LA NOTIZIA IN BREVE โ Cโรจ un momento, nelle prime fasi di sviluppo delle metastasi cerebrali, in cui le cellule tumorali risultano piรน vulnerabili a un attacco farmacologico. ร la finestra individuata dai ricercatori del CNIO di Madrid, che nei topi sono riusciti a eliminare le micrometastasi prima che diventassero lesioni rilevabili.
Questa vulnerabilitร compare durante una pausa proliferativa: appena raggiunto il cervello, le cellule rallentano temporaneamente la crescita per adattarsi al nuovo ambiente. Proprio allora diventano piรน dipendenti da alcuni meccanismi di sopravvivenza.
Il gruppo ha colpito questi punti deboli con tre farmaci, due giร approvati per altri impieghi, ottenendo risultati anche sui fronti invasivi di metastasi piรน sviluppate. Parte dei meccanismi osservati รจ stata confermata in campioni umani.
Il limite resta perรฒ concreto: oggi queste micrometastasi sono ancora troppo piccole per essere individuate con affidabilitร . La ricerca punta quindi anche a biomarcatori capaci di riconoscerle mentre sono ancora nella loro fase piรน vulnerabile.

Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito lโapprofondimento
LโAPPROFONDIMENTO โ Un gruppo di ricercatori del CNIO di Madrid ha trovato un modo per eliminare delle micrometastasi cerebrali ancor prima che diventassero tumori rilevabili. Il risultato, ottenuto per il momento attraverso una sperimentazione su topi, e descritto sulle pagine della rivista Cancer Cell, sfrutta un momento particolare della diffusione del tumore: quando le cellule metastatiche raggiungono il cervello rallentano temporaneamente la loro crescita per riuscire ad adattarsi al nuovo ambiente.
I ricercatori hanno scoperto che proprio in questa fase le cellule mostrano alcuni punti deboli. Hanno quindi utilizzato tre farmaci, due dei quali giร approvati per altri impieghi, riuscendo a eliminare le piccole colonie tumorali prima che si trasformassero in metastasi visibili. Alcuni dei meccanismi individuati nei topi sono stati riscontrati anche in campioni umani ottenuti attraverso i consorzi PEACE e RENACER.
La ricerca apre anche una seconda possibilitร : colpire le cellule che rimangono ai margini di una metastasi dopo la chirurgia e che potrebbero contribuire alla sua ricomparsa. Per arrivare ai pazienti manca perรฒ un tassello fondamentale. Oggi non esistono strumenti capaci di scoprire con sufficiente affidabilitร micrometastasi cosรฌ piccole. Il CNIO sta quindi cercando biomarcatori che permettano di individuarle proprio durante quella breve fase in cui sembrano piรน vulnerabili ai farmaci.
La fase in cui la metastasi rallenta
Per formare una metastasi non basta che una cellula tumorale riesca a staccarsi dal tumore di origine e raggiungere un altro organo. Deve anche riuscire a sopravvivere una volta arrivata a destinazione. Nel cervello il passaggio รจ persino piรน complicato. Una cellula proveniente, per esempio, da un tumore del polmone, della mammella o della pelle entra in un ambiente completamente diverso da quello nel quale si รจ sviluppata. Deve attraversare barriere fisiche, adattare il proprio metabolismo, trovare sostanze nutritive e stabilire nuovi rapporti con i tessuti circostanti.
Molte cellule disseminate muoiono durante questo percorso. Quelle che sopravvivono, secondo il gruppo guidato da Manuel Valiente, attraversano invece una fase molto particolare. Per un certo periodo riducono la proliferazione, quasi mettendo in pausa la crescita, mentre cercano di adattarsi alle nuove condizioni. Gli autori parlano di proliferative pause, una pausa proliferativa che precede la ripartenza della metastasi.
Il comportamento potrebbe sembrare vantaggioso per il paziente: una cellula che non si divide appare, almeno in teoria, meno pericolosa. In realtร quella pausa le serve per superare una fase critica. Se riesce ad adattarsi, puรฒ successivamente ricominciare a proliferare e dare origine a una metastasi vera e propria.
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Tre farmaci contro il momento piรน fragile
Il gruppo del CNIO ha analizzato quali meccanismi molecolari permettessero alle cellule metastatiche di sopravvivere durante la pausa. Sono emerse alcune dipendenze particolarmente importanti. Le cellule, mentre rallentano la crescita, devono mantenere attivi sistemi che impediscono loro di morire e che consentono di affrontare lo stress provocato dal nuovo ambiente.
Una volta individuati questi punti deboli, i ricercatori hanno cercato farmaci capaci di colpirli. Ne hanno sperimentati tre.
Nei modelli murini, il trattamento ha eliminato le micrometastasi prima che potessero superare la fase di adattamento e trasformarsi in lesioni rilevabili. Lโelemento interessante รจ che due dei tre medicinali sono giร autorizzati per altri utilizzi, anche se questo non significa che potranno essere impiegati nel breve contro le metastasi cerebrali. Una eventuale nuova indicazione richiederebbe studi clinici specifici per stabilire efficacia, dosaggio e sicurezza nei pazienti oncologici interessati.
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Campioni umani trovati grazie alle autopsie
Dimostrare che un fenomeno osservato nei topi abbia un corrispettivo nellโuomo rappresenta uno dei passaggi piรน delicati della ricerca preclinica. Le micrometastasi, inoltre, sono per definizione troppo piccole per essere individuate facilmente durante la vita del paziente. Per studiarle il CNIO ha potuto utilizzare i campioni raccolti dal progetto britannico PEACE, che analizza i tumori attraverso tessuti ottenuti da autopsie donate alla ricerca.
In alcuni casi gli studiosi hanno potuto osservare micrometastasi cerebrali che non erano state rilevate clinicamente. Quelle minuscole colonie hanno offerto una fotografia delle prime fasi attraverso cui le cellule tumorali colonizzano il cervello. Lโanalisi ha permesso di verificare che diversi meccanismi individuati nei modelli sperimentali erano presenti anche nelle cellule umane.
Un secondo contributo รจ arrivato da RENACER, la rete nazionale spagnola per lo studio delle metastasi cerebrali, avviata nel 2021. Qui i campioni provengono da tessuti metastatici rimossi durante gli interventi neurochirurgici e messi a disposizione della ricerca.
Il confronto fra topi, micrometastasi trovate nelle autopsie e tessuti ottenuti durante la chirurgia ha consentito al gruppo di seguire lo stesso problema in momenti diversi della malattia.
La stessa vulnerabilitร potrebbe comparire dopo lโintervento
Quando una metastasi cerebrale viene rimossa, il neurochirurgo asporta la massa tumorale visibile. Il problema รจ che alcune cellule possono essersi giร spinte oltre il margine principale, spesso seguendo i vasi sanguigni. Sono cellule difficili da individuare e possono contribuire alla ricomparsa della malattia nella stessa area. I ricercatori hanno provato i trattamenti anche su queste cellule e, nei modelli utilizzati nello studio, sono riusciti a bloccare il fronte invasivo della metastasi.
Il bersaglio esiste, ma non sappiamo ancora trovarlo
Il problema รจ che, oggi, queste micrometastasi non sappiamo ancora trovarle. Sono troppo piccole per essere viste con affidabilitร dagli esami disponibili e possono restare nel cervello senza dare segnali riconoscibili. Questo complica tutto. Anche nei pazienti considerati ad alto rischio, non รจ possibile sapere se la colonizzazione del cervello sia giร iniziata. Trattare tutti preventivamente significherebbe somministrare farmaci anche a chi non possiede micrometastasi.
Per questo la ricerca si muove su due fronti. Da una parte ci sono i farmaci; dallโaltra la ricerca di biomarcatori capaci di segnalare la malattia quando รจ ancora microscopica. Una delle possibilitร รจ la biopsia liquida, con la ricerca nel sangue o nel liquido cerebrospinale di tracce rilasciate dalle cellule tumorali. Si stanno studiando anche sistemi di imaging piรน sensibili.
Per il momento, perรฒ, resta una contraddizione evidente: sappiamo che esiste una fase nella quale queste cellule possono essere piรน vulnerabili, ma non sappiamo ancora riconoscere con precisione quando un paziente si trovi proprio in quella fase.
Prevenire una metastasi prima che dia sintomi
Lo studio prova quindi ad anticipare il momento dellโintervento. Non quando la metastasi รจ giร formata e visibile agli esami, ma mentre le cellule stanno ancora tentando di insediarsi nel cervello.
ร questa la finestra che interessa al gruppo di Manuel Valiente. Durante la pausa proliferativa, le cellule sembrano dipendere da alcuni meccanismi che possono essere colpiti farmacologicamente. Nei topi ha funzionato; il passaggio successivo sarร capire quali farmaci utilizzare insieme, a quali dosi e con quale profilo di sicurezza.
Resta poi da verificare un altro punto: questa fase riguarda soltanto le metastasi cerebrali oppure compare anche quando il tumore colonizza altri organi? Gli autori intendono studiare anche questa possibilitร .
Dai topi ai pazienti resta ancora il passaggio piรน difficile
I risultati pubblicati su Cancer Cell restano, per ora, preclinici. I farmaci hanno funzionato nei modelli sperimentali e parte dei meccanismi osservati รจ stata ritrovata anche nei campioni umani, ma prima di arrivare ai pazienti serviranno studi clinici. Il nodo vero sarร capire se la stessa vulnerabilitร possa essere sfruttata nellโuomo senza effetti indesiderati e, soprattutto, come individuare i pazienti da trattare quando la metastasi รจ ancora invisibile.
Link utili
Studi, centri di ricerca e progetti citati nellโapprofondimento sulle micrometastasi cerebrali.
-
Studio scientifico
Cancer Cell
Lo studio che descrive la fase di pausa proliferativa delle cellule metastatiche e le vulnerabilitร farmacologiche individuate dal gruppo del CNIO.
Consulta lo studio โ -
Centro di ricerca
CNIO โ Brain Metastasis Group
Il gruppo diretto da Manuel Valiente, specializzato nello studio dei meccanismi che permettono alle cellule tumorali di colonizzare il cervello.
Vai al CNIO โ -
Progetto di ricerca
PEACE
Il programma britannico che raccoglie campioni tumorali attraverso autopsie donate alla ricerca e che ha permesso di studiare micrometastasi cerebrali non rilevate durante la vita dei pazienti.
Scopri PEACE โ -
Rete scientifica
RENACER
La rete che raccoglie campioni provenienti da metastasi cerebrali rimosse chirurgicamente e li mette a disposizione della ricerca sperimentale.
Approfondisci โ
Note per i lettori
Lโimmagine usata per questo articolo รจ stata creata grazie allโutilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale




