Individuato un oggetto simile a Saturno attorno a Twa 7: potrebbe essere il primo osservato direttamente
Un nuovo, affascinante candidato a esopianeta è stato intercettato dal telescopio spaziale James Webb, e se l’osservazione verrà confermata, si tratterebbe della prima immagine diretta di un esopianeta ottenuta con questo strumento. Il protagonista è un oggetto dalle dimensioni simili a Saturno, situato all’interno di un disco di detriti che orbita attorno alla stella Twa 7, a circa 111 anni luce dalla Terra. La scoperta è stata possibile grazie al coronografo del Mid-Infrared Instrument (MIRI) a bordo del Webb, utilizzato per attenuare la luminosità della stella e rilevare sorgenti più deboli nelle sue vicinanze. L’oggetto, denominato Twa 7b, mostra caratteristiche compatibili con quelle di un pianeta giovane e freddo, immerso in una lacuna del disco di polveri che circonda la stella. La notizia è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature, accendendo i riflettori su un possibile passo storico nell’imaging diretto degli esopianeti.
Twa 7b: un candidato planetario simile a Saturno
L’osservazione è avvenuta il 21 giugno 2024 utilizzando una tecnica chiamata imaging ad alto contrasto, che consente di eliminare la luce della stella per rendere visibili oggetti molto deboli nelle sue vicinanze. In uno degli anelli di polveri già noti attorno a Twa 7, è stata rilevata una debole fonte infrarossa.
Le sue caratteristiche – luminosità, distanza, posizione e colore – risultano compatibili con un pianeta dotato di una massa pari a circa 0,3 volte quella di Giove, ovvero circa 100 masse terrestri. La temperatura stimata si aggira intorno ai 320 Kelvin, corrispondenti a 47°C.
Interazione dinamica tra pianeta e disco di detriti
La posizione del possibile esopianeta coincide esattamente con una lacuna nel disco, suggerendo una probabile interazione gravitazionale tra l’oggetto e il materiale circostante. Queste lacune sono spesso associate alla formazione di pianeti, ma finora nessun pianeta era stato osservato direttamente in questi contesti.
I dischi di detriti si trovano attorno sia a stelle giovani che mature, ma sono più luminosi e strutturati nelle prime fasi di vita di un sistema stellare. Questi anelli o vuoti osservati indicano generalmente la presenza di processi di aggregazione planetaria in corso o completati.
La stella Twa 7 e l’importanza della sua geometria
Twa 7, nota anche come CE Antliae, è una stella di tipo M e ha un’età stimata di 6,4 milioni di anni. La sua vicinanza alla Terra e l’orientamento quasi frontale del suo disco la rendono un bersaglio ideale per gli strumenti sensibili nel medio infrarosso del James Webb.
Questa configurazione ha facilitato l’individuazione della sorgente compatibile con Twa 7b, fornendo una finestra privilegiata per studiare da vicino la formazione planetaria.
Nonostante le osservazioni incoraggianti, gli autori dello studio invitano alla cautela: “L’identificazione dell’oggetto come pianeta non è ancora certa”. Perché la scoperta possa essere confermata, sarà necessario osservare se il corpo condivide il moto proprio della stella. In alternativa, potrebbe trattarsi di una galassia di sfondo, anche se questa ipotesi appare poco probabile sulla base dei dati attuali.
Un traguardo epocale per l’astrofisica planetaria
Se la conferma arriverà, Twa 7b sarà non solo il primo esopianeta immortalato direttamente dal James Webb, ma anche il più leggero osservato con questa tecnica. Sarebbe un passo avanti significativo nella capacità di rilevare pianeti con masse inferiori, aprendo scenari promettenti per lo studio di mondi più simili alla Terra che ai giganti gassosi.
Gli scienziati guardano già oltre: “Con la giusta combinazione di strumenti e strategie, potremmo riuscire a osservare oggetti con appena il 10% della massa di Giove”. Questo significherebbe aprire la strada all’identificazione di pianeti rocciosi e potenzialmente abitabili, sfruttando al massimo le capacità del Webb e delle prossime generazioni di telescopi.
Fonte:
Nature
