Indice
- 1 SIMEU lancia l’allarme: più malori tra anziani e fragili, Pronto soccorso al collasso nelle città
- 2 Gli effetti più gravi si concentrano nelle città
- 3 Caldo e ricoveri sociali: il nuovo volto dell’emergenza
- 4 Rafforzamenti temporanei e soluzioni locali
- 5 Carenza strutturale e fragilità sociale aggravano la crisi
- 6 Decalogo per difendersi dal caldo estremo
- 6.1 1. Bevi spesso, ma evita l’acqua ghiacciata
- 6.2 2. Evita il sole diretto, ma sfrutta i parchi in orari freschi
- 6.3 3. Se resti in casa, mantienila fresca e ventilata
- 6.4 4. Indossa abiti leggeri e traspiranti
- 6.5 5. Segui un’alimentazione fresca e leggera
- 6.6 6. Presta attenzione alle persone più vulnerabili
- 6.7 7. Controlla l’effetto del caldo sui tuoi farmaci
- 6.8 8. Evita sforzi fisici intensi nelle ore calde
- 6.9 9. Rinfrescati più volte durante la giornata
- 6.10 10. Riconosci subito i segnali di un colpo di calore
SIMEU lancia l’allarme: più malori tra anziani e fragili, Pronto soccorso al collasso nelle città
L’ondata di calore che sta colpendo l’Italia ha provocato un incremento significativo degli accessi nei reparti di emergenza ospedaliera. Secondo i dati forniti dalla Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (SIMEU), si registra un aumento tra il 5% e il 20% degli ingressi nei Pronto soccorso, con punte nelle città più calde e nelle zone a maggiore afflusso turistico. A comunicarlo è Alessandro Riccardi, presidente nazionale della SIMEU, che sottolinea come i soggetti più colpiti siano anziani, pazienti cronici e persone con più patologie, i quali risultano particolarmente vulnerabili agli effetti delle alte temperature. “Le ondate di calore possono aggravare condizioni già esistenti e causare crisi acute,” spiega Riccardi. Sebbene i casi classici legati al caldo, come colpi di sole e sincopi, non siano predominanti, l’impatto complessivo sulle strutture sanitarie è significativo, soprattutto in contesti urbani dove la temperatura percepita risulta spesso più alta di quella reale.
Gli effetti più gravi si concentrano nelle città
I dati più allarmanti arrivano dalle grandi aree metropolitane. A Napoli, l’ospedale Cardarelli ha superato la soglia dei 210 accessi giornalieri, raggiungendo picchi di 250 pazienti in un solo giorno.
Un terzo di questi ingressi riguarda persone in codice rosso o arancione, per un totale di circa 450 casi critici in dieci giorni. Si tratta per lo più di anziani disidratati o soggetti con scompensi cardiaci o neurologici indotti dal caldo, condizioni che possono evolvere in quadri clinici molto gravi.
A queste difficoltà si somma un’altra emergenza: la carenza di personale medico e infermieristico, che rallenta i tempi di presa in carico e di trattamento. La pressione sugli operatori è crescente e, senza un supporto adeguato, il rischio di congestione diventa inevitabile.
Non solo malori fisici. Le temperature estreme stanno generando anche un’altra conseguenza meno visibile ma altrettanto grave: l’aumento dei cosiddetti ricoveri sociali. Il fenomeno riguarda anziani soli o persone senza dimora che, non avendo luoghi freschi dove ripararsi né supporto familiare o sociale, si rivolgono ai Pronto soccorso anche in assenza di una patologia acuta.
Secondo Riccardi, “questi soggetti vengono comunque accolti, ma il problema è trovare una sistemazione adeguata. Quando non è possibile, si procede con un ricovero di tipo sociale”. Questo tipo di assistenza, però, occupa posti letto già limitati, aggravando ulteriormente la crisi dell’ospedalizzazione.
Rafforzamenti temporanei e soluzioni locali
Alcune strutture stanno cercando di correre ai ripari. È il caso dell’Azienda ospedaliera universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro, dove il Pronto soccorso sarà potenziato con l’arrivo di 30 medici specializzandi, destinati alla gestione dei casi meno urgenti.
Questa misura emergenziale punta a sgravare il personale di ruolo e a migliorare la gestione dei flussi, ma non può essere considerata una soluzione strutturale.
Il fenomeno dei ricoveri sociali e il collasso nei Pronto soccorso mettono in luce la fragilità dell’intero sistema sanitario, che non può più permettersi di reagire solo in termini di emergenza. Come sottolinea Riccardi, “i posti letto sono diminuiti negli anni e oggi, con il caldo estremo e l’aumento degli accessi, le attese si allungano e diventano inevitabili”.
La questione va ben oltre il semplice sovraffollamento. L’emergenza caldo sta evidenziando la debolezza strutturale di un sistema sanitario sotto pressione, in cui la riduzione progressiva dei posti letto e la mancanza di strutture di accoglienza per i soggetti fragili si sommano, trasformando ogni picco meteorologico in un’emergenza di sistema.
Un quadro che, secondo gli esperti, richiede un approccio integrato tra sanità, servizi sociali e politiche di prevenzione, soprattutto in un contesto demografico in cui gli anziani soli rappresentano una quota sempre più rilevante della popolazione.
Decalogo per difendersi dal caldo estremo
1. Bevi spesso, ma evita l’acqua ghiacciata
Assumi almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, anche in assenza di sete. Evita di bere acqua ghiacciata: quando il corpo è accaldato, può causare crampi, congestione e malesseri. Meglio acqua fresca o a temperatura ambiente, da bere a piccoli sorsi durante tutta la giornata. Evita alcolici e bibite gassate o zuccherate, che aumentano la disidratazione.
2. Evita il sole diretto, ma sfrutta i parchi in orari freschi
Tra le 11:00 e le 17:00 evita di uscire, soprattutto se sei anziano, fragile o affetto da patologie croniche. Se restare in casa è difficile, rifugiati nei parchi alberati o in zone verdi, ma solo nelle prime ore del mattino o dopo le 18:00. L’ombra degli alberi offre refrigerio naturale, ma non elimina del tutto i rischi del caldo.
Resta all’ombra, porta con te dell’acqua e non esagerare con l’esposizione se l’umidità è elevata.
3. Se resti in casa, mantienila fresca e ventilata
Chiudi tapparelle e finestre nelle ore più calde per tenere fuori il calore. Riaprile solo la sera o all’alba per far entrare aria fresca. Se hai un ventilatore, usalo per migliorare la circolazione dell’aria; se hai un climatizzatore, impostalo su una temperatura tra i 25 e i 27 °C ed evita che l’aria fredda ti colpisca direttamente. Prediligi stanze ombreggiate o ai piani più bassi, dove la temperatura resta più stabile.
4. Indossa abiti leggeri e traspiranti
Scegli vestiti chiari, larghi e in cotone o lino, che permettono alla pelle di respirare. Evita capi sintetici o troppo aderenti. Quando esci, proteggi la testa con un cappello a tesa larga e indossa occhiali da sole con filtro UV per proteggere anche la vista.
5. Segui un’alimentazione fresca e leggera
Mangia frutta e verdura di stagione, ricche d’acqua e sali minerali. Evita piatti pesanti, fritti o molto salati, che affaticano l’organismo e aumentano la sudorazione. Fai pasti piccoli e frequenti: aiutano la digestione e non appesantiscono.
6. Presta attenzione alle persone più vulnerabili
Controlla regolarmente anziani soli, disabili e persone senza fissa dimora. Molti soggetti fragili non percepiscono correttamente la sete o il calore. Un gesto semplice come portare una bottiglia d’acqua o verificare che l’ambiente sia ventilato può fare la differenza.
7. Controlla l’effetto del caldo sui tuoi farmaci
Alcuni medicinali – come diuretici, betabloccanti, ansiolitici o antidepressivi – possono aumentare il rischio di disidratazione o ridurre la sudorazione. Chiedi al tuo medico se, con il caldo, serve modificare dosaggi o orari di assunzione.
8. Evita sforzi fisici intensi nelle ore calde
Rimanda sport, giardinaggio o lavori all’aperto alle prime ore del mattino o al tramonto. Con il caldo, il cuore lavora di più e gli sforzi aumentano il rischio di collasso o scompenso cardiaco. Non sottovalutare il pericolo anche se sei giovane e in buona salute.
9. Rinfrescati più volte durante la giornata
Fai docce tiepide, immergi piedi e polsi in acqua fresca o usa panni umidi su fronte e nuca. Evita l’acqua ghiacciata: può provocare uno shock termico. Anche un ventilatore puntato vicino, ma non direttamente addosso, aiuta a ridurre la temperatura corporea.
10. Riconosci subito i segnali di un colpo di calore
Se avverti nausea, mal di testa, vertigini, pelle rossa e secca, febbre alta o confusione, chiama subito il 118. Il colpo di calore è un’emergenza medica: può insorgere rapidamente e mettere a rischio la vita. Anche un lieve malessere può diventare grave se sottovalutato.
