Tre Terre sotto due Soli: scoperto un sistema “impossibile” che sfida la scienza

A 190 anni luce da noi, gli astronomi trovano un sistema con due stelle e tre pianeti simili alla Terra. Dove non doveva esserci nulla, c’è vita rocciosa

Nel profondo della costellazione di Cefeo, a quasi 190 anni luce dalla Terra, c’è qualcosa che non avrebbe mai dovuto esistere. Si chiama TOI-2267, e per gli astrofisici è come una barzelletta cosmica: due stelle che orbitano strettissime una accanto all’altra, con tre pianeti simili alla Terra che danzano attorno a loro. Secondo tutti i modelli di formazione planetaria, un sistema così doveva collassare su sé stesso. E invece no: resiste, e i suoi mondi rocciosi orbitano in equilibrio, sfidando ogni teoria.

Gli studiosi lo chiamano “il sistema più assurdo mai scoperto”, perché fino a oggi nessuno aveva mai osservato pianeti in transito attorno a entrambe le stelle di un sistema binario compatto. In parole povere: due soli, tre Terre, zero logica. Eppure esiste. E lo fa con stile. La NASA, che da trent’anni caccia esopianeti, ha appena festeggiato la soglia dei 6 000 mondi scoperti. Ma questo, più di tutti, cambia le regole del gioco.

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Gli Sherlock del cosmo: ecco chi lo ha trovato

Dietro questa scoperta c’è un team internazionale capitanato dall’Università di Liegi in Belgio. Un esercito di scienziati provenienti da Caltech, MIT, Istituto di Astrofisica dell’Andalusia, Università Lomonosov di Mosca e persino dalla NASA. A guidarli, Sebastián Zúñiga-Fernández, dell’Astrobiology Research Unit, che con il suo gruppo ExoTic ha passato mesi a decifrare i segnali raccolti dal telescopio spaziale TESS, il “successore spirituale” del mitico Kepler.

Le tracce dei tre pianeti sono apparse nei dati come minuscole eclissi periodiche: la firma inconfondibile del transito di un corpo davanti alla sua stella. Poi, grazie al software “Sherlock”, sviluppato proprio a Liegi, la verità è venuta a galla. Per confermare l’intuizione, il team ha usato i telescopi SPECULOOS e TRAPPIST, gli stessi che nel 2017 scoprirono il celebre sistema TRAPPIST-1, dove alcuni pianeti orbitano nella zona abitabile.

Due soli, tre mondi e un caos perfettamente stabile

Le due stelle di TOI-2267, classificate come M5 e M6, sono piccole e fredde nane rosse separate da appena otto unità astronomiche – circa 1,2 miliardi di chilometri. Meno della distanza che separa il Sole da Saturno. Una vicinanza del genere dovrebbe rendere il sistema un inferno gravitazionale, incapace di far nascere pianeti solidi. Ma l’universo, si sa, ama smentirci.

La nostra analisi mostra che due pianeti orbitano una stella e il terzo la sua compagna. È il primo sistema binario conosciuto con pianeti in transito attorno a entrambe le stelle”, spiega Zúñiga-Fernández. Il suo collega Francisco J. Pozuelos aggiunge: “È un laboratorio naturale per capire come i pianeti rocciosi possano formarsi e sopravvivere dove le regole della fisica sembrano vietarlo”.

Un Tatooine reale (ma senza Jedi)

Da uno di quei tre mondi la vista sarebbe spettacolare: due soli nel cielo, che si alternano in un lento balletto luminoso. Un panorama che ricorda il pianeta Tatooine di Star Wars, ma in versione scientificamente accurata. Peccato che quei pianeti siano troppo caldi per ospitare vita: orbitano così vicino alle loro stelle che probabilmente la loro superficie è un deserto di rocce fuse.

Eppure, anche senza vita, il loro messaggio è potente: l’universo non smette di sorprenderci. Questi mondi “impossibili” dimostrano che la vita planetaria è più resiliente e creativa di quanto immaginiamo. Dove pensavamo ci fosse solo caos, può nascere un sistema stabile e duraturo.

Un nuovo bersaglio per i giganti del futuro

La scoperta arriva pochi giorni dopo un altro annuncio: la super-Terra GC 251 c, a soli 18 anni luce, che si trova nella zona abitabile della sua stella. Se possiede un’atmosfera, potrebbe trattenere acqua liquida. E questo la rende candidata ideale per i futuri telescopi giganti: il Giant Magellan Telescope (GMT) e l’Extremely Large Telescope (ELT) dell’ESO, entrambi in costruzione, con specchi superiori ai 30 metri.

Questi strumenti, grazie alla loro risoluzione estrema, permetteranno di analizzare l’atmosfera di pianeti simili alla Terra e forse, un giorno, di scoprire le prime vere “firme biologiche” oltre il nostro Sistema Solare.

La morale cosmica: l’universo non segue le nostre regole

Lo studio, pubblicato su Astronomy & Astrophysics sta già facendo discutere la comunità scientifica. Perché se anche sistemi binari instabili riescono a creare pianeti solidi, allora nessuna teoria è davvero definitiva. E’ ormai chiaro a tutti che l’universo non ha paura del caos. Anzi, dal caos trae ordine. E forse, tra due soli e tre pianeti che non dovevano esistere, c’è anche un po’ della nostra storia: la tenacia di continuare a cercare la vita dove la logica dice che non può esserci.

Fonte:
Two warm Earth-sized exoplanets and an Earth-sized candidate in the M5V-M6V binary system TOI-2267
” – Astronomy & Astrophysics

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