Nuovo digitale terrestre: milioni di TV rischiano di restare senza segnale

Guida completa alla transizione tecnologica della televisione italiana: standard di trasmissione, dispositivi compatibili e soluzioni pratiche per continuare a vedere i canali

Il tema del nuovo digitale terrestre è tornato al centro dell’attenzione con titoli allarmistici che parlano di milioni di televisori destinati a diventare inutilizzabili. In realtà il quadro è più articolato. L’Italia sta completando il passaggio al sistema di trasmissione televisiva DVB-T2, tecnologia che consente una gestione più efficiente delle frequenze e una qualità video più elevata. Il processo è iniziato da alcuni anni e proseguirà gradualmente nei prossimi. Nel 2024 si è registrata una tappa simbolica con l’attivazione di nuovi multiplex sperimentali, cioè infrastrutture tecniche che permettono di trasmettere più canali sulla stessa banda di frequenza. Il multiplex, spesso abbreviato in Mux, rappresenta una sorta di contenitore digitale che impacchetta diversi programmi televisivi e li trasporta fino alle antenne domestiche. Grazie a questa tecnologia gli operatori possono ottimizzare l’uso dello spettro radio, liberare frequenze e migliorare la qualità dell’immagine. In parallelo entra in gioco il codec video HEVC H.265, un sistema di compressione molto più efficiente rispetto al passato. La combinazione di queste tecnologie rende possibile la trasmissione di canali HD e 4K, oltre a servizi interattivi più evoluti. In questo contesto si inseriscono le stime sul numero di televisori potenzialmente incompatibili presenti nelle case italiane.

Quanti televisori rischiano l’obsolescenza

Secondo le analisi pubblicate da Auditel, nelle abitazioni italiane sono presenti decine di milioni di televisori di varie generazioni. Una parte consistente degli apparecchi più recenti supporta già i nuovi standard di trasmissione. Un’altra quota invece utilizza ancora tecnologie precedenti.

Le stime più citate parlano di oltre 14 milioni di dispositivi non pienamente compatibili con il nuovo sistema di diffusione dei canali. Questo numero deriva da rilevazioni effettuate sul parco televisori domestico nel corso degli ultimi anni.

Il dato viene spesso interpretato come se milioni di apparecchi dovessero essere sostituiti immediatamente. In realtà la situazione è molto più semplice. Un televisore privo del supporto al nuovo standard può continuare a funzionare collegando un decoder esterno compatibile. Si tratta di un dispositivo economico che riceve il segnale aggiornato e lo trasforma in un formato leggibile dal televisore.

DVB-T2 e nuovi Mux: come funziona la tecnologia

Il passaggio tecnologico riguarda soprattutto la rete di trasmissione. Con il sistema DVB-T2, ogni multiplex riesce a trasportare più dati rispetto allo standard precedente. Questo significa che un singolo Mux può ospitare un numero maggiore di canali oppure offrire una qualità superiore dell’immagine.

La Rai ha avviato nel 2024 alcune accensioni sperimentali dei nuovi multiplex. L’operazione rientra nel processo di aggiornamento della rete televisiva nazionale coordinato con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il miglioramento tecnologico produce vari effetti concreti: immagini più definite, maggiore stabilità del segnale e la possibilità di trasmettere contenuti ad altissima definizione. Il sistema riduce anche il numero di frequenze necessarie per distribuire i programmi televisivi, un aspetto strategico in un contesto dove lo spettro radio viene condiviso con servizi mobili e telecomunicazioni.

Come capire se la propria TV è compatibile

Per i cittadini la domanda più semplice è anche la più importante: il televisore di casa funzionerà ancora? La risposta dipende da due fattori tecnici. Il primo è il supporto allo standard DVB-T2, il secondo riguarda la capacità di decodificare il formato video HEVC.

Molti televisori venduti dopo il 2017 includono già entrambe le tecnologie. Gli apparecchi più datati invece potrebbero richiedere un aggiornamento esterno tramite decoder. Esiste anche un controllo molto rapido che consente di verificare la compatibilità. Basta sintonizzare il televisore sui canali di test 100 o 200. Se appare il messaggio “Test HEVC Main10”, significa che il dispositivo è in grado di ricevere il nuovo segnale.

In caso contrario, la soluzione più semplice consiste nell’acquisto di un decoder compatibile. Il costo è relativamente contenuto e permette di continuare a utilizzare il televisore esistente senza sostituirlo.

Decoder DVB-T2: le soluzioni disponibili

Sul mercato sono presenti diversi modelli di decoder DVB-T2 HEVC progettati per aggiornare i televisori più datati. Questi dispositivi si collegano alla TV tramite porta HDMI o SCART e ricevono direttamente il segnale del digitale terrestre.

Tra i modelli diffusi si trova Trevi HE 3375 TS, decoder Full HD con funzione di registrazione su unità esterna e supporto multimediale tramite porta USB.

Un’altra soluzione è TELE System UP T2 4K, dispositivo basato su Android TV che può trasformare una televisione tradizionale in una Smart TV, consentendo l’installazione di piattaforme di streaming.

Il Digiquest 990 Rec integra funzioni di registrazione e lettore multimediale per film, musica e fotografie. Dispone inoltre di connessione Ethernet e varie porte di collegamento.

Il modello Telesystem TS6822 supporta Dolby Digital e la riproduzione di contenuti compressi in formato MPEG4 H.265. Anche questo dispositivo consente di registrare programmi televisivi in alta definizione.

Infine esiste Edision Piccollo S2+T2/C, decoder compatibile sia con il segnale terrestre sia con quello satellitare. Il dispositivo integra ingressi USB, HDMI e connessione LAN.

Quando avverrà davvero il passaggio completo

Il passaggio alla nuova tecnologia non avverrà in un’unica data. Il processo è graduale e coinvolge diverse fasi tecniche che riguardano l’intera rete televisiva italiana. Negli ultimi anni molti canali hanno già adottato il codec HEVC e l’alta definizione. Nei prossimi anni la diffusione del sistema DVB-T2 diventerà sempre più ampia, fino a rappresentare lo standard principale per la trasmissione televisiva terrestre.

Questo percorso permetterà al sistema televisivo di evolversi verso immagini più definite, maggiore efficienza dello spettro radio e nuovi servizi digitali. Per gli utenti domestici il cambiamento sarà spesso impercettibile, soprattutto per chi possiede televisori di recente generazione.

La vera guida per gli utenti

Il passaggio al nuovo digitale terrestre rappresenta un aggiornamento tecnologico importante per la televisione italiana. Tuttavia la situazione non corrisponde all’idea di milioni di televisori da rottamare immediatamente.

Nella maggior parte dei casi sarà sufficiente verificare la compatibilità dell’apparecchio e, se necessario, collegare un decoder aggiornato. Questa soluzione permette di continuare a guardare i canali televisivi senza cambiare televisore. Il consiglio più utile resta quello di controllare la compatibilità del proprio apparecchio e informarsi sui nuovi standard. La transizione verso il DVB-T2 avverrà progressivamente e accompagnerà l’evoluzione della televisione nei prossimi anni.

A cura della Redazione GTNews

Link utili:
Verifica della compatibilità della tua TV o decoder ai nuovi standard trasmissivi (DVB-T2 e HEVC)

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