Altro che elettrico: il diesel torna in corsa grazie all’HVO

Meno emissioni senza cambiare auto, ma non tutti i diesel possono usarlo: come nasce l’HVO, cosa offre e quali modelli sono compatibili

Per anni la transizione ecologica è stata raccontata come una fuga in avanti a senso unico verso l’elettrico, spesso più ideologica che realistica. Oggi, mentre governi e costruttori rallentano la corsa solitaria alle batterie, il diesel (dato per spacciato) rientra dalla porta laterale in una versione profondamente diversa. Sul mercato stanno emergendo soluzioni che trasformano quello che fino a ieri era considerato un combustibile irrimediabilmente inquinante in un’alternativa più sostenibile e quasi totalmente green, senza stravolgere infrastrutture, filiere industriali e parco auto esistente.

Ne è un esempio l’emulsionante ad acqua, capace di ridurre consumi ed emissioni intervenendo direttamente sul processo di combustione, di cui abbiamo parlato recentemente. Ma non è l’unica strada. Accanto agli additivi evoluti prende forma una nuova generazione di carburanti, già disponibili e pronti all’uso, che promettono di abbattere l’impatto ambientale del diesel senza eliminarlo dal panorama dei trasporti. In questo scenario si inserisce l’HVO, un carburante che non guarda al futuro, ma al presente.

Altre notizie selezionate per te:
FAP rimossi e AdBlue disattivati: “caccia” ai furbetti del diesel

Diesel o benzina: quale carburante inquina di più? Ecco la verità scientifica
Niente stop ai motori termici, l’Europa ingrana la retromarcia

Cos’è l’HVO e perché non è il solito biodiesel

La sigla HVO sta per Hydrotreated Vegetable Oil, ovvero olio vegetale idrotrattato. Si tratta di un biocarburante ottenuto da oli vegetali e grassi animali, spesso di recupero, come oli di cottura esausti o sottoprodotti dell’industria alimentare, sottoposti a un processo chimico avanzato.

Durante l’idrotrattamento, grazie all’azione dell’idrogeno, le molecole dei trigliceridi vengono spezzate e private dell’ossigeno. Il risultato sono catene paraffiniche molto simili a quelle del gasolio fossile. Ed è qui che l’HVO si distingue nettamente dal biodiesel tradizionale FAME, utilizzato in miscela fino al 7% nel gasolio (B7).
L’HVO non è un semplice additivo né una miscela: è un diesel rinnovabile vero e proprio, utilizzabile anche puro al 100%, conforme alla norma EN 15940, che identifica i carburanti paraffinici di nuova generazione.

Prestazioni ed emissioni: cosa cambia davvero

Uno dei principali vantaggi dell’HVO è il numero di cetano molto elevato, intorno a 70, contro una media di circa 51 del gasolio tradizionale. In termini pratici significa accensione più pronta, combustione più uniforme e un funzionamento del motore più regolare, soprattutto durante gli avviamenti a freddo. Questo si traduce in minore rumorosità, risposta più fluida e una riduzione sensibile del particolato, che in alcune condizioni può arrivare fino al 40% in meno allo scarico. Gli ossidi di azoto (NOx) restano sostanzialmente allineati al diesel convenzionale, ma vengono comunque gestiti dai sistemi EGR e SCR presenti sui motori moderni.

Il tema centrale resta però la CO₂. Allo scarico le quantità sono simili, ma cambia il bilancio complessivo: l’HVO rilascia carbonio che era già parte del ciclo biologico, non nuovo carbonio fossile. Se prodotto da materie prime di scarto, la riduzione complessiva delle emissioni può arrivare fino al 90% nel calcolo well-to-wheel.

Altre news per te:
Nasce in Canada la prima fabbrica che risucchia CO₂ dall’atmosfera

Piantare alberi può aumentare le emissioni di CO2: l’allarme ONU
Creato un cemento sostenibile che cattura la CO2

HVO e compatibilità: perché conta la sigla XTL

La compatibilità non è automatica e va chiarito. Un’auto diesel può utilizzare HVO solo se il costruttore lo autorizza esplicitamente. Il riferimento da cercare è la sigla XTL, presente sullo sportello del serbatoio o nel libretto di uso e manutenzione.
XTL identifica i carburanti paraffinici conformi alla norma EN 15940. In assenza di questa indicazione, l’uso non è raccomandato. Negli ultimi anni, tuttavia, diversi costruttori hanno esteso la compatibilità anche a modelli precedenti, tramite comunicazioni ufficiali.

Gruppo Volkswagen: ampia apertura sui diesel recenti

Il Gruppo Volkswagen è tra i più avanzati sul fronte HVO. Molti modelli Volkswagen, Audi, Skoda e Seat diesel Euro 6, dotati di motori common rail, risultano compatibili con carburanti XTL.
In alcuni casi la retrocompatibilità è stata estesa anche a versioni precedenti, ma resta sempre necessario verificare modello, anno e motorizzazione specifica. I più vecchi motori pompa-iniettore non rientrano generalmente tra quelli autorizzati.

Stellantis, BMW, Mercedes e Volvo: chi può usarlo

Anche Stellantis ha dichiarato la compatibilità HVO per numerosi modelli Peugeot, Citroën, Opel, Fiat, Jeep e DS, soprattutto sulle gamme diesel più recenti.
BMW e Mercedes-Benz consentono l’uso di HVO su molte motorizzazioni Euro 6, mentre Volvo si distingue per un approccio particolarmente favorevole: gran parte dei suoi diesel moderni è compatibile con HVO puro, in linea con la strategia ambientale del marchio.
Resta esclusa, nella maggior parte dei casi, la generazione di diesel Euro 4 e precedenti.

Toyota, Ford e altri marchi: valutazione caso per caso

Toyota autorizza l’uso di HVO su alcuni motori diesel di ultima generazione, ma non su tutta la gamma.
Ford ha approvato l’HVO soprattutto su veicoli commerciali e su alcune passenger car recenti. Altri costruttori adottano un approccio prudente, richiedendo verifiche puntuali. In assenza di un via libera ufficiale, l’uso resta sconsigliato.

Il vero limite dell’HVO non è tecnico

Dal punto di vista tecnico l’HVO funziona, riduce le emissioni e non richiede rivoluzioni industriali. Il vero limite è la disponibilità della materia prima. La massima efficacia ambientale si ottiene utilizzando scarti, non colture dedicate. La sfida futura sarà ampliare la filiera, includendo residui lignocellulosici e nuove fonti sostenibili. In un contesto in cui il parco diesel resterà in circolazione ancora a lungo, l’HVO rappresenta una soluzione ponte concreta, non un’illusione verde.

A cura di Roberto Zonca

Link utili:
Stellantis Line-Up Fully Compatible with Green HVO Fuel | Corporate Communications | Stellantis Media

Auto diesel compatibili con HVO: come riconoscerle e quali sono

Correlati