Indice
- 1 Ecco i sintomi da tenere d’occhio e le precauzioni. Al momento non c’è alcun allarme
- 2 Che cos’è Stratus e perché viene monitorata
- 3 I sintomi più frequenti legati a Stratus
- 4 Rischio e gravità: il giudizio di Oms ed Ecdc
- 5 L’autunno e le raccomandazioni per i più fragili
- 6 Come comportarsi in caso di sintomi sospetti
Ecco i sintomi da tenere d’occhio e le precauzioni. Al momento non c’è alcun allarme
La nuova variante di Covid-19, denominata Stratus (XFG), sta rapidamente prendendo piede anche in Italia. Secondo i dati resi noti dal virologo Mauro Pistello, responsabile del laboratorio di Virologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Pisana, “oggi oltre la metà delle infezioni da Covid nel nostro Paese è attribuibile a Stratus”. Un andamento che rispecchia quello registrato a livello internazionale. L’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) stima che, in Europa, la quota mediana delle sequenze attribuite a Stratus abbia superato il 60% durante l’estate. A livello globale, l’Oms ha segnalato ad agosto una prevalenza superiore al 65%.
Nonostante la crescita significativa, gli esperti rassicurano: non ci sono evidenze di una maggiore gravità clinica. L’Organizzazione mondiale della sanità ha inserito Stratus nella categoria delle Variant Under Monitoring (VUM), con un livello di rischio definito basso. I vaccini anti-Covid attualmente disponibili restano ritenuti efficaci nel prevenire le forme più gravi della malattia e le ospedalizzazioni, anche in presenza della nuova sottovariante.
Che cos’è Stratus e perché viene monitorata
La sottovariante Stratus è stata identificata per la prima volta tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate 2025. Appartiene al gruppo delle mutazioni legate alla famiglia Omicron, e la sua diffusione ha spinto Ecdc e Oms a inserirla nella lista delle varianti sotto osservazione.
Questo livello di attenzione non implica automaticamente un aumento di pericolosità. L’obiettivo del monitoraggio è valutare tre fattori principali: la velocità di trasmissione, la gravità dei casi e la capacità di eludere le difese immunitarie. In altre parole, gli esperti seguono da vicino l’evoluzione per capire se la variante possa modificare l’andamento epidemiologico.
In Italia, come conferma Pistello, oltre metà delle nuove infezioni è oggi causata da Stratus. I dati raccolti segnalano una diffusione piuttosto uniforme sul territorio, mentre altre sottovarianti di Omicron risultano in calo progressivo.
I sintomi più frequenti legati a Stratus
Dal punto di vista clinico, i sintomi di Stratus ricalcano quelli delle precedenti varianti, ma con alcune caratteristiche peculiari. Diversi medici hanno osservato la comparsa di una forte irritazione della gola, descritta dai pazienti come una “gola a rasoio”. Questo disturbo, spesso associato a raucedine persistente, rappresenta uno dei segnali più distintivi della nuova sottovariante.
Accanto a questo sintomo, si segnalano il ritorno di anosmia e ageusia, ovvero la perdita di olfatto e gusto che aveva caratterizzato le prime fasi della pandemia. Non mancano, inoltre, i sintomi classici: febbre moderata, tosse secca, stanchezza diffusa e dolori muscolari.
- Raucedine e mal di gola: sintomo distintivo, spesso persistente.
- Febbre e tosse secca: ancora tra i segnali più comuni.
- Perdita di olfatto e gusto: ricompare in alcuni casi italiani.
Rischio e gravità: il giudizio di Oms ed Ecdc
Sul fronte della gravità, sia l’Oms che l’Ecdc sottolineano che non ci sono prove di un aumento delle complicazioni legate a Stratus. La classificazione come variante under monitoring indica che la sottovariante è osservata da vicino, ma senza evidenze di maggiore pericolo rispetto a quelle già circolanti.
La principale criticità resta la capacità di sostituzione rapida rispetto alle altre linee di Covid, che comporta una diffusione capillare in tempi ridotti. In questo contesto, le campagne vaccinali restano un presidio essenziale. L’Ecdc ricorda che i vaccini non eliminano il rischio di infezione, ma continuano a offrire una protezione significativa contro i quadri clinici gravi e le ospedalizzazioni.
L’autunno e le raccomandazioni per i più fragili
Con l’arrivo dell’autunno, gli esperti invitano a prestare maggiore attenzione, soprattutto tra le categorie più vulnerabili. Anziani, immunodepressi e persone con patologie croniche restano le fasce a maggior rischio di complicazioni.
Il virologo Fabrizio Pregliasco ha spiegato che “ci attendiamo ondate e picchi sostenuti dalle nuove varianti di Covid”. Ha inoltre aggiunto che, pur non essendo emersi segnali di maggiore gravità, l’ampia diffusione di Stratus può determinare nuove pressioni sulle strutture sanitarie.
La campagna vaccinale aggiornata, con richiami mirati alle nuove mutazioni, viene indicata come lo strumento principale per ridurre le conseguenze più serie della malattia.
Come comportarsi in caso di sintomi sospetti
Gli esperti consigliano di eseguire un test diagnostico in presenza di sintomi riconducibili a Covid. In caso di positività, è raccomandato l’isolamento prudenziale per ridurre la trasmissione.
Particolare attenzione va prestata ai segnali caratteristici: raucedine intensa, dolore alla gola, perdita di gusto e olfatto. In presenza di sintomi persistenti o severi, è opportuno rivolgersi tempestivamente al medico.
Restano valide le indicazioni generali: uso della mascherina in luoghi affollati, corretta igiene delle mani e cautela nei contatti con soggetti fragili. L’approccio, come sottolineano i virologi, deve basarsi sul buon senso e sulla responsabilità individuale.
