Dalla cecità alla super vista, tutto sulla rivoluzionaria CorNeat

Un uomo cieco torna a vedere con una vista superiore al normale grazie a un impianto oculare sviluppato in Israele

Un uomo cieco ha riacquistato la vista e vede ora meglio di una persona con vista normale, grazie a una cornea artificiale sviluppata in Israele. Dopo un intervento rapido e minimamente invasivo, il paziente ha recuperato un’acuità visiva di 20/16, ovvero una super vista: un risultato superiore al tradizionale 10/10. In termini europei, equivale a circa 12/10, cioè la capacità di distinguere dettagli a sei metri che una persona normale vedrebbe solo da cinque. Il giorno dopo l’impianto, l’uomo ha riconosciuto simboli sul suo smartphone e ha letto nitidamente una tavola ottica. Il merito è della CorNeat KPro, una cornea sintetica biointegrata che si fonde con i tessuti oculari senza bisogno di donatori. “È stato come rinascere”, ha dichiarato il paziente. Questo eccezionale risultato segna una svolta nella chirurgia oftalmica, dimostrando che la vista può non solo essere ripristinata, ma persino superare gli standard naturali.

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Come funziona l’impianto CorNeat

La CorNeat KPro non è una semplice protesi: si tratta di un dispositivo altamente avanzato, frutto dell’ingegneria biomedica, che utilizza un materiale chiamato EverMatrix. Questa struttura in nanofibra simula il comportamento dei tessuti biologici, consentendo una fusione stabile tra impianto e occhio. La componente ottica trasparente rimane visibile all’esterno e funge da nuova finestra visiva.

Rispetto ai trapianti tradizionali, spesso ostacolati dalla scarsità di donatori e dalle complicazioni post-operatorie, l’impianto CorNeat si distingue per essere completamente sintetico, pronto all’uso e facile da impiantare. L’intervento dura meno di un’ora e può rappresentare una soluzione salvavita per milioni di persone affette da cecità corneale, specialmente nei Paesi con limitato accesso a strutture sanitarie avanzate.

Il primo paziente e l’inizio della sperimentazione globale

Il primo successo della CorNeat KPro risale al 2021 e ha avuto luogo in Israele. Un uomo di 78 anni, cieco da oltre un decennio, è tornato a vedere il mondo grazie a questo dispositivo. L’intervento è stato eseguito al Rabin Medical Center dalla Prof.ssa Irit Bahar. Poche ore dopo l’operazione, l’uomo ha riconosciuto i volti dei familiari e ha letto alcune parole: “Un momento emozionante, non dimenticherò mai quello sguardo”, ha raccontato il team medico. Questo evento ha segnato l’inizio della sperimentazione clinica internazionale.

Negli anni successivi, la tecnologia è stata testata con successo anche in Canada, Francia e Paesi Bassi, come parte di uno studio per ottenere le autorizzazioni internazionali. Nel 2025, CorNeat ha presentato i risultati parziali al congresso Biomed, con dati molto promettenti sul fronte della sicurezza e dell’efficacia visiva.

Migliorie tecniche e obiettivo: approvazione entro il 2026

La seconda versione dell’impianto è stata aggiornata in base al feedback dei chirurghi. Il design della CorNeat KPro è stato ottimizzato con fori calibrati, una struttura più sottile e un ancoraggio più flessibile, facilitando l’integrazione tissutale e rendendo l’operazione ancora più semplice. Il sistema modulare ne consente la sostituzione o l’adattamento ad altri casi clinici complessi.

  • Secondo l’azienda, i prossimi obiettivi sono ottenere l’approvazione da FDA (Stati Uniti), CE (Europa) e NMPA (Cina) entro il 2026.
  • La commercializzazione globale potrebbe iniziare già nel 2027, aprendo la strada a nuove soluzioni per la cura della cecità corneale anche nei Paesi a basso reddito.

Parallelamente, CorNeat sta sviluppando altri impianti oculari per patologie più gravi, tra cui traumi chimici, degenerazioni sclero-corneali e danni post-infiammatori.

Perché questa cornea artificiale è diversa da tutte le altre

Fino a oggi, le cornee artificiali disponibili sul mercato, come la Boston KPro o l’AlphaCor, richiedevano ancora l’uso di tessuti biologici e presentavano diversi rischi: infezioni, glaucoma, dislocazioni, difficoltà chirurgiche.
La CorNeat KPro rappresenta un vero cambio di paradigma:

  • È totalmente sintetica.
  • Si integra senza rigetto.
  • Garantisce una visione superiore a quella naturale, come dimostrato dal paziente francese.

Il CEO di CorNeat Vision, Almog Aley-Raz, ha affermato: “Questa è la prima volta che una protesi completamente artificiale si fonde con i tessuti oculari umani, offrendo una vista funzionale, stabile e in alcuni casi migliore della norma”. Un’affermazione che sottolinea il valore di questa tecnologia per il futuro della medicina visiva.

Fonte:
From Blindness to “4K” vision: CorNeat Vision’s artificial cornea provides new hope for the corneally blind – MedTech Innovator

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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