L’obiettivo è contrastare riciclaggio e finanziamento del terrorismo, senza cancellare banconote e monete dalla vita quotidiana
LA NOTIZIA IN BREVE – L’Ue cambia le regole sull’uso del contante. Dal prossimo 10 luglio i grandi pagamenti avranno un tetto di 10.000 euro, una soglia pensata soprattutto per chiudere le differenze ancora esistenti tra i Paesi membri e rendere più difficile la circolazione di somme elevate fuori dai circuiti tracciabili. Per gli italiani, però, la novità avrà un sapore particolare: Bruxelles sarà meno severa di Roma. Nel nostro Paese continuerà infatti a valere, salvo interventi legislativi, il limite già fissato a 5.000 euro.
La riforma porta con sé anche controlli più stringenti per alcune categorie sottoposte alle norme antiriciclaggio e per determinate operazioni in denaro fisico. Ma parlare di addio alle banconote sarebbe fuorviante: il bersaglio sono le transazioni di importo elevato, non il contante utilizzato ogni giorno. E proprio mentre crescono carte e pagamenti digitali, banconote e monete continuano a rappresentare una quota importante degli acquisti effettuati di persona.
Se vuoi andare oltre alla sintesi della nostra notizia leggi qui di seguito l’approfondimento
L’APPROFONDIMENTO – Cambiano le regole sul contante. Dal prossimo anno, e più precisamente dal 10 luglio del 2027, nell’Unione europea entrerà in applicazione il Regolamento UE 2024/1624, che introduce per la prima volta un limite comune ai grandi pagamenti in contanti: 10.000 euro per l’acquisto di beni o servizi. La novità è stata presentata in alcuni casi come l’inizio della fine del denaro fisico, ma per l’Italia l’effetto sarà molto meno dirompente. Nel nostro Paese, infatti, è già vietato trasferire contanti per importi pari o superiori a 5.000 euro. La norma europea consente agli Stati di mantenere soglie più basse. Il 2026, dunque, non è affatto “l’ultimo anno del contante”.
Che cosa cambia dal 10 luglio 2027
La regola è contenuta nell’articolo 80 del Regolamento UE 2024/1624, uno dei pilastri del nuovo sistema europeo contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. Chi vende beni o presta servizi potrà accettare o effettuare pagamenti in denaro fisico fino a 10.000 euro, o al valore equivalente in altra valuta. Il limite riguarda sia il pagamento effettuato in un’unica soluzione sia più versamenti collegati tra loro. Dividere artificialmente il prezzo di un bene in diverse tranche, quindi, non permette di aggirare la soglia.
La novità pesa soprattutto a livello europeo. Oggi le regole cambiano parecchio da un Paese all’altro: alcuni Stati applicano limiti molto bassi, altri consentono operazioni di importo decisamente superiore. Bruxelles ha scelto di fissare un tetto massimo comune, lasciando però ai governi nazionali la possibilità di essere più restrittivi.
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Perché in Italia il limite resterà più basso?
I 10.000 euro non diventano automaticamente la nuova soglia valida in tutti i Paesi dell’Unione. Rappresentano il massimo consentito dalla normativa europea.
L’Italia ha già un limite inferiore. Dal 2023 il trasferimento di denaro contante tra soggetti diversi è vietato quando raggiunge o supera 5.000 euro. In termini pratici, l’importo massimo pagabile in contanti è quindi 4.999,99 euro. Il regolamento europeo consente agli Stati di mantenere soglie nazionali più basse. Dal luglio 2027, quindi, un consumatore italiano non potrà improvvisamente pagare in banconote un acquisto da 8.000 o 9.000 euro. Per arrivare al tetto europeo servirebbe prima una modifica della normativa italiana.
Alla data del 7 agosto 2026, una modifica in questo senso non risulta intervenuta. La riforma avrà effetti più evidenti nei Paesi che oggi non prevedono un limite generale o ne consentono uno superiore a 10.000 euro.
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Che cosa significa la soglia dei 3.000 euro?
Accanto al limite dei 10.000 euro compare un secondo numero: 3.000 euro. L’articolo 19 del regolamento prevede che i soggetti già sottoposti alla normativa antiriciclaggio applichino procedure di identificazione e verifica dell’identità per determinate operazioni occasionali in contanti da almeno 3.000 euro, considerando anche più operazioni collegate.
Non significa che ogni commerciante europeo dovrà chiedere un documento a chiunque spenda più di 3.000 euro. La disciplina riguarda le categorie individuate dalle norme antiriciclaggio: istituzioni finanziarie, alcuni professionisti e operatori esposti a rischi specifici, oltre a determinate attività che commerciano beni di valore elevato, metalli e pietre preziose o beni culturali.
E i pagamenti tra privati?
Il regolamento europeo esclude dal tetto dei 10.000 euro i pagamenti tra persone fisiche quando nessuna delle due agisce nell’ambito della propria attività professionale. In Italia, però, continua a valere la normativa nazionale sul contante, che riguarda i trasferimenti tra soggetti diversi comprese le persone fisiche. Due privati italiani non potranno quindi scambiarsi liberamente 10.000 o 20.000 euro in banconote facendo leva sull’esclusione prevista dal regolamento europeo. Resta applicabile il limite nazionale di 5.000 euro.
Sono inoltre escluse dal tetto europeo, alle condizioni previste dal regolamento, alcune operazioni effettuate presso banche, istituti di pagamento ed emittenti di moneta elettronica. In questi casi entrano però in gioco altri obblighi di controllo e segnalazione.
Perché Bruxelles interviene sui grandi pagamenti in contanti
Il denaro fisico permette di trasferire somme rilevanti senza lasciare la stessa traccia prodotta da bonifici, carte o altri strumenti elettronici. Per questo viene considerato particolarmente esposto all’impiego nelle operazioni di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. L’Unione europea aveva già imposto obblighi di controllo ad alcune categorie di operatori impegnati in transazioni elevate. Il nuovo regolamento compie un passo ulteriore: introduce una soglia comune e rende più omogenee le regole fra gli Stati membri.
La misura riguarda dunque soprattutto i grandi pagamenti in contanti, non l’uso quotidiano delle banconote. Una spesa al supermercato, una cena, un acquisto di poche centinaia di euro o il pagamento di un normale servizio restano fuori dalla logica della nuova soglia europea.
Il contante sta scomparendo?
Per il momento possiamo stare tranquilli. Il denaro contante non sta scomparendo, benché stia perdendo terreno. Secondo l’indagine SPACE 2024 della Banca centrale europea, il contante è stato utilizzato nel 52% dei pagamenti effettuati nei punti vendita fisici dell’area euro, contro il 59% del 2022. Se si considera invece il valore complessivo delle operazioni, prevalgono le carte: 45% contro il 39% del contante.
L’Italia continua a utilizzare banconote e monete più della media europea. I dati pubblicati da Banca d’Italia sulla stessa indagine indicano che nel 2024 il contante rappresentava ancora il 61% delle operazioni nei punti vendita fisici italiani. Nel 2022 era il 69%, nel 2019 l’82%. Il calo è netto, ma il denaro fisico viene ancora utilizzato nella maggioranza delle transazioni effettuate di persona nel nostro Paese.
C’è poi un altro elemento che aiuta a leggere il fenomeno: nell’area euro il 62% dei consumatori considera importante o molto importante poter continuare a pagare in contanti. Nel 2022 era il 60%.
Che rapporto c’è con l’euro digitale?
Il progetto dell’euro digitale procede parallelamente, ma le istituzioni europee continuano a presentarlo come uno strumento aggiuntivo e non come il sostituto delle banconote.
Nel luglio dui quest’anno il Parlamento europeo ha dato il via libera all’apertura dei negoziati con il Consiglio sul pacchetto che riguarda sia l’euro digitale sia il corso legale del contante. Tra gli obiettivi figura la tutela dell’accessibilità delle banconote e della possibilità di utilizzarle nei pagamenti. Il testo definitivo è ancora oggetto di negoziato e non produce quindi effetti già acquisiti. L’impostazione seguita dalle istituzioni europee, almeno in questa fase, punta a far convivere pagamenti digitali e denaro fisico.
Link e fonti
Norme europee, dati ufficiali e documenti istituzionali utilizzati per verificare le nuove regole sui pagamenti in contanti.
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Regolamento europeo
Regolamento UE 2024/1624 sulla prevenzione del riciclaggio
Il testo introduce all’articolo 80 il tetto europeo di 10.000 euro per i grandi pagamenti in contanti di beni e servizi e consente agli Stati membri di mantenere limiti nazionali più bassi.
Consulta il regolamento -
Normativa italiana
Limiti all’utilizzo del contante in Italia
La scheda ufficiale ricorda che in Italia il contante non può essere utilizzato per pagamenti pari o superiori a 5.000 euro, salvo le eccezioni previste dalla normativa.
Consulta la fonte -
Dati ufficiali
SPACE 2024: come pagano i consumatori dell’area euro
L’indagine BCE mostra che il contante rappresentava ancora il 52% dei pagamenti effettuati nei punti vendita fisici dell’area euro nel 2024, pur in presenza della crescita degli strumenti digitali.
Consulta i dati BCE -
Parlamento europeo
Euro digitale e tutela dell’utilizzo del contante
Il Parlamento europeo ha dato il via libera all’avvio dei negoziati sul pacchetto relativo all’euro digitale e al corso legale di banconote e monete, prevedendo misure per garantire l’accessibilità del contante.
Consulta il documento
Note per i lettori
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