Indice
- 1 Una ricerca francese solleva dubbi: i comuni additivi degli alimenti possono aumentare malattie anche gravi
- 2 Allarme di Touvier: meno cibi ultra-processati
- 3 I dati parlano chiaro: nitrito di sodio al primo posto
- 4 Diabete sotto esame: il sorbato di potassio in evidenza
- 5 Bevande, solfiti e nuove regole UE
- 6 Consigli per il consumatore
Una ricerca francese solleva dubbi: i comuni additivi degli alimenti possono aumentare malattie anche gravi
Una grande indagine scientifica francese metto sotto accusa alcuni comuni conservanti alimentari, ritenuti responsabili dellโaumento dei rischi di tumore e diabete. In particolare, stando a quanto evidenzierebbe lo studio, pubblicato sulle pagine di Nature Communications e BMJ emerge che solfiti, nitrati e sorbati (noti come E220-E228, E249-E252 e E200-E203) sono associati a unโincidenza maggiore di malattie croniche.
Il risultato non significa necessariamente che chi consuma salumi e bevande sulfuree si ammalerร , ma il legame sarebbe reale e gli studiosi raccomandano di usare cautela. I ricercatori hanno potuto analizzare a fondo lโesposizione alimentare in una coorte di oltre 100.000 francesi, seguiti per anni con diari alimentari dettagliati. ร emerso cosรฌ che il consumo elevato di certi additivi (specie nitrito di sodio (E250), sorbati e solfiti) si accompagna a un aumento di tumori.
Lโeffetto maggiore รจ stato rilevato per il nitrito di sodio (E250) e il cancro alla prostata, con un rischio incrementato di circa un terzo rispetto ai non consumatori. Per fare un paragone, il fumo pesante aumenta il rischio di cancro ai polmoni piรน di 15 volte, ma anche aumenti piรน modesti possono avere un forte impatto sulla popolazione.
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Allarme di Touvier: meno cibi ultra-processati
โNon รจ perchรฉ consumiamo conservanti che ci ammaleremo subito di cancro, ma รจ bene limitare lโesposizioneโ โ avverte la professoressa Mathilde Touvier, epidemiologa dellโInserm che ha diretto i due studi. โIl messaggio per il grande pubblico รจ di scegliere alimenti meno trasformatiโ, sottolinea. In sostanza, le donne e gli uomini di scienza esortano i consumatori a privilegiare cibi freschi o minimamente lavorati. Gli esperti ricordano perรฒ che i rischi osservati sono moderati e gli studi sono ancora osservazionali; occorre quindi interpretare i dati con prudenza. Non รจ una sentenza di condanna immediata, ma una indicazione di attenzione.
I dati parlano chiaro: nitrito di sodio al primo posto
I due studi hanno analizzato per la prima volta con grande precisione ogni singolo conservante presente nel cibo quotidiano. La coorte NutriNet-Santรฉ ha fornito informazioni dettagliate su oltre 100.000 partecipanti e le etichette dei prodotti consumati. Con questi dati gli autori hanno osservato che unโelevata assunzione di sorbati, solfiti e nitriti รจ collegata a piรน casi di tumore. In particolare, lโaumento di rischio piรน netto riguarda il nitrito di sodio (E250) e il tumore alla prostata: il suo consumo frequente fa salire il rischio di circa un terzo. Al contrario, non sono emersi legami significativi con molti altri additivi studiati. Questo conferma che non tutti i conservanti hanno lo stesso peso nel determinare malattie. Anche se il rischio aggiuntivo resta basso per individuo, รจ comunque un segnale importante di fronte allโuso cosรฌ diffuso di questi additivi. Come osserva il prof. William Gallagher (che non ha partecipato allo studio), โquesti aumenti sono modesti ma rilevanti a livello di popolazioneโ.
Diabete sotto esame: il sorbato di potassio in evidenza
Se per il cancro i numeri rimangono bassi a livello individuale, a livello di popolazione lโimpatto รจ considerevole anche per il diabete di tipo 2. Secondo lo studio pubblicato su Nature Communications, lโassunzione abituale di sorbato di potassio (E202) si associa a unโincidenza di diabete quasi raddoppiata rispetto a chi ne fa uso minimo. Questo additive รจ usato per prolungare la durata di alcuni cibi (frutta in scatola, bevande analcoliche). Tuttavia, come ricorda la prof.ssa Touvier, lโevidenza resta solo associativa: gli studi non dimostrano un nesso di causa diretta tra additivo e malattia. Ad esempio, i solfiti sono soprattutto nelle bevande alcoliche: due esperti indipendenti (Wang e Giovannucci) sottolineano che il rischio segnalato potrebbe dipendere in parte dallโalcool.
La ricerca evidenzia cosรฌ alcuni meccanismi biologici (infiammazione, alterazioni metaboliche) che potrebbero spiegare come questi additivi agiscono sullโorganismo, ma servono conferme sperimentali. Nel frattempo, gli autori suggeriscono come precauzione di non eccedere con cibi ultra-processati. Anche nel commento dei colleghi non coinvolti emerge un bilancio tra benefici e rischi: i preservanti prolungano la shelf life dei prodotti, riducono gli sprechi e i costi alimentari, ma il loro uso โรจ molto comune e spesso scarsamente valutato, mentre i loro effetti a lungo termine sono incertiโ. Questo porta a pensare a normative piรน stringenti: il team francese sollecita una rivalutazione regolatoria con โlimiti piรน severiโ sullโimpiego di questi additivi.
Bevande, solfiti e nuove regole UE
ร complicato separare lโeffetto dei conservanti da quello del consumo di alcol: se molti solfiti li troviamo nel vino e nelle birre, il rischio cardiovascolare e tumorale dellโalcol puรฒ essere un fattore confondente. Tuttavia, la questione รจ giร sul tavolo delle istituzioni. In Europa, lโEFSA ha fissato per i nitriti una dose giornaliera ammissibile (DGA) di 0,07 mg/kg di peso corporeo, e per i nitrati di 3,7 mg/kg, valori che attualmente non vengono superati con lโuso autorizzato nei cibi. LโAutoritร europea raccomanda comunque ulteriori studi sui composti nitrosi e invita a ridurre i limiti attuali, riflettendo un atteggiamento di cautela. Giร nel 2023 la Commissione UE ha approvato aggiornamenti (Reg. 2023/2108) che prevedono azioni come controlli piรน severi sulle concentrazioni residue di nitriti/nitrati negli alimenti tradizionali.
Sul fronte nazionale e internazionale si fa sentire la spinta a proteggere i consumatori: in UK, ad esempio, รจ stato vietato in orario diurno lo spot di certi cibi ultra-processati. Mentre in Italia e in UE si discute di unโetichettatura piรน chiara e di limiti piรน restrittivi per alcuni additivi considerati a rischio.
Consigli per il consumatore
Alla luce di queste evidenze, il messaggio per il pubblico รจ chiaro: limitare il consumo di alimenti eccessivamente industriali puรฒ essere vantaggioso. Non si tratta di un allarmismo da rifiuti alimentari, ma di un invito a moderazione. Leggere le etichette, preferire frutta e verdura fresche e carni non conservate, e variare la dieta, sono accorgimenti utili per ridurre lโesposizione complessiva ai conservanti E200-E228. Fino a quando la scienza non chiarirร i meccanismi, vale il buon senso: โmangiare meno additiviโ รจ la raccomandazione condivisa dagli esperti, nellโattesa di nuovi studi.
A cura della Redazione GTNews
Lo studio completo:
Intake of food additive preservatives and incidence of cancer: results from the NutriNet-Santรฉ prospective cohort โ BMJ
Link di approfondimento:
ISSalute โ Additivi alimentari: cosa sono, uso ed effetti sulla salute
Inserm Newsroom โ Dietary Exposure to Nitrites Associated with Increased Type 2 Diabetes Risk (gennaio 2023)
