Concorso Agenzia Entrate, ufficializzate le date della prova scritta

Ben 96mila i candidati in lizza per uno dei 2.700 posti da funzionario. Tutto ciò che c’è da sapere

L’attesa è finita. Dopo settimane di voci, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il calendario ufficiale del concorso pubblico 2025 che mette in palio 2.700 posti da funzionario tributario. La notizia riguarda quasi 100mila candidati, anche se i numeri reali alla prova scritta saranno inferiori: di solito, circa la metà degli iscritti effettivamente si presenta in sede d’esame. Il bando prevedeva un’unica prova scritta, programmata tra il 29 e il 31 ottobre 2025, distribuita in tre giornate distinte per consentire la gestione logistica delle presenze. Una suddivisione inevitabile, visto che si tratta di uno dei concorsi più attesi e partecipati dell’anno.

Le sedi di esame sono state determinate in base alla residenza dichiarata dai partecipanti nel form di candidatura. Non sono ammessi cambi o spostamenti: chi prova a chiedere eccezioni scoprirà che non esiste alcuna flessibilità. Chi non si presenterà nella data e nel luogo assegnato sarà automaticamente escluso, senza alcuna possibilità di recupero. Una regola ferrea, ribadita più volte nei comunicati dell’Agenzia.

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Le date della prova scritta: 29, 30 e 31 ottobre 2025

Il 30 settembre è arrivata l’ufficialità: il concorso Agenzia Entrate 2025 si svolgerà nelle giornate di 29, 30 e 31 ottobre. Tre giorni che decideranno il futuro di migliaia di aspiranti funzionari. Il calendario non lascia spazio a dubbi: ogni candidato dovrà presentarsi nella data indicata in base al proprio cognome e alla sede di residenza.

  • 29 ottobre 2025: prima ondata di candidati;
  • 30 ottobre 2025: seconda giornata, con nuovo scaglionamento;
  • 31 ottobre 2025: ultimo round, che chiude definitivamente la selezione.

L’elenco completo delle sedi di esame, con la suddivisione per cognomi, è consultabile sul portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Gli aspiranti funzionari dovranno arrivare puntuali, con documento d’identità valido e la ricevuta di iscrizione al concorso. L’ingresso in aula sarà rigidamente controllato e non sono previsti orari alternativi.

Suddivisione candidati e criteri di assegnazione sedi

La distribuzione non è casuale: l’unico criterio applicato è stato quello della residenza dichiarata al momento della domanda. Significa che non ci sarà alcuna possibilità di presentarsi in sedi diverse, né di chiedere cambi per motivi personali o lavorativi. L’Agenzia è stata chiara: “Non sono ammissibili richieste di variazione o deroghe rispetto alle sedi e agli orari comunicati”.

Ogni partecipante, dunque, dovrà rispettare la convocazione ufficiale. Chi non lo farà, sarà considerato rinunciatario e verrà escluso senza appello. La rigidità del sistema è pensata per garantire uniformità e ordine in un concorso che, con i suoi numeri, rischierebbe altrimenti di trasformarsi in un caos ingestibile.

Questa impostazione ha già fatto discutere, soprattutto tra chi sperava in un po’ di flessibilità per esigenze familiari o lavorative. Ma l’Agenzia non ha lasciato spiragli. Le regole valgono per tutti, senza eccezioni.

Materie da studiare: diritto, contabilità e reati contro la PA

Il cuore del concorso sarà la prova scritta, l’unico ostacolo che separa i candidati dal posto fisso. Gli argomenti da preparare sono stati elencati con precisione nel bando e richiedono mesi di studio intenso. Si parte dal diritto tributario e dalla teoria dell’imposta, passando per il diritto civile e commerciale. Non mancano i riferimenti al diritto dell’Unione Europea e a quello amministrativo, mentre sul fronte economico è richiesta la conoscenza della contabilità aziendale e del diritto fallimentare.

Un capitolo a parte è dedicato al diritto penale, con particolare attenzione ai reati commessi contro la Pubblica Amministrazione e a quelli di natura tributaria. Non si tratta solo di nozioni, ma di competenze pratiche che ogni funzionario dovrà maneggiare nella vita lavorativa.

Accanto alle materie giuridiche, sono previsti due accertamenti trasversali: la conoscenza della lingua inglese e la padronanza delle principali competenze informatiche. Due requisiti ormai imprescindibili per chi intende lavorare in un’amministrazione moderna, alle prese con digitalizzazione e rapporti internazionali.

Cosa rischia chi non si presenta in sede

Il regolamento è inflessibile: chi non si presenta nel giorno stabilito, nella sede assegnata e all’orario comunicato, viene automaticamente escluso dal concorso. Non è prevista la possibilità di recuperare, né di riprogrammare la prova. Una regola che potrebbe sembrare dura, ma che si spiega con i numeri mastodontici del bando: 96mila candidati sono un esercito e non possono essere gestiti con deroghe individuali.

In sostanza, ogni candidato deve considerare la data come improrogabile e organizzarsi di conseguenza. Saltare l’appuntamento significherebbe cancellare con un colpo di spugna mesi di studio e di preparazione.

Una prova che vale una carriera

Per molti candidati, il concorso Agenzia delle Entrate rappresenta una vera e propria svolta di vita. Ottenere uno dei 2.700 posti disponibili significa avere un contratto stabile nella Pubblica Amministrazione, con possibilità di crescita interna e una prospettiva lavorativa sicura. Non a caso, si parla di “maxi concorso” e le domande presentate sfiorano quota 100mila.

La competizione sarà serrata: i posti sono pochi rispetto agli aspiranti. Ma il messaggio dell’Agenzia è chiaro: solo chi affronterà la prova con serietà, preparazione e rispetto delle regole potrà sperare di entrare in graduatoria.

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