Sonda NASA offline dopo l’incontro con la cometa 3I/ATLAS: web in allarme

Coincidenze, anomalie e un blackout improvviso: mentre la cometa si avvicina, il silenzio della sonda alimenta sospetti e teorie online

Un silenzio arrivato senza preavviso ha scosso la comunità scientifica e acceso l’immaginazione della rete. Il 4 dicembre la NASA ha confermato la perdita di contatto con la sonda MAVEN, l’orbiter in funzione attorno a Marte dal 2014, proprio mentre era impegnato nell’osservazione ravvicinata di 3I/ATLAS, un oggetto interstellare classificato ufficialmente come cometa.

MAVEN non è una sonda qualunque: oltre a studiare l’atmosfera marziana, svolge un ruolo cruciale come ponte di comunicazione con i rover sulla superficie del Pianeta Rosso. Secondo l’agenzia spaziale statunitense, l’orbiter sarebbe passato dietro Marte per seguire l’oggetto e, una volta tornato visibile dalla Terra, avrebbe smesso di trasmettere dati, iniziando a ruotare in modo irregolare.

Un’anomalia tecnica, spiegano gli ingegneri. Ma la coincidenza temporale con l’avvicinamento della cometa ha immediatamente acceso interrogativi, speculazioni e letture alternative.

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Orbita incerta e dati frammentari: che cosa sappiamo

Le prime analisi indicano che il problema potrebbe aver alterato anche l’orbita di MAVEN. Senza una telemetria diretta, però, i tecnici della NASA sono costretti ad affidarsi a tracciamenti radar indiretti e a frammenti di informazioni incomplete. Solo il ripristino delle comunicazioni potrà chiarire cosa sia realmente accaduto. È la prima volta, in oltre dieci anni di attività, che la sonda affronta un’anomalia potenzialmente in grado di comprometterne la stabilità orbitale, anche se in passato non sono mancati problemi tecnici minori.

La NASA ribadisce che non esistono elementi per collegare il blackout a fattori esterni, ma ammette che le verifiche richiederanno tempo. E nel vuoto informativo, la rete ha già iniziato a riempire gli spazi.

Teorie online: dalla cometa “strana” all’oggetto artificiale

Già a ottobre MAVEN aveva fotografato 3I/ATLAS da circa 18 milioni di miglia, immagini finite rapidamente al centro delle polemiche per la scarsa definizione. Un dettaglio che ha alimentato accuse di presunto insabbiamento e ha preparato il terreno alle teorie più controverse.

Con il blackout della sonda, i sospetti hanno trovato nuova linfa. Sui social, l’interruzione delle comunicazioni viene letta da molti come qualcosa di più di un semplice guasto tecnico. Secondo le interpretazioni più estreme, l’avvicinamento di 3I/ATLAS coinciderebbe con un evento “non dichiarato”, capace di interferire con i sistemi della sonda o addirittura di alterarne l’orbita.

Al centro di queste ipotesi c’è la natura stessa dell’oggetto interstellare. Per una parte del web, 3I/ATLAS non sarebbe una cometa ordinaria, ma qualcosa di artificiale. L’argomento più citato riguarda la cosiddetta “anti-coda”, una scia di materiale orientata in direzione opposta rispetto a quella normalmente generata dal vento solare.

Un’anomalia che, secondo i sostenitori delle letture alternative, ricorderebbe uno scarico propulsivo più che un fenomeno naturale. Altri indizi evocati includono presunte variazioni di luminosità giudicate “intenzionali”, cambi di traiettoria interpretati come manovre controllate e la qualità limitata delle immagini diffuse, vista come una scelta deliberata per ostacolare analisi indipendenti.

In questo scenario, il silenzio di MAVEN diventerebbe la prova indiretta di un’interazione ravvicinata non divulgata. Una ricostruzione che la NASA respinge con fermezza.

Avvicinamento alla Terra e osservazioni globali

Il 19 dicembre 3I/ATLAS passerà a circa 170 milioni di miglia dalla Terra, il punto più vicino del suo viaggio nel Sistema solare. Una distanza ampia, ma sufficiente per consentire osservazioni anche con telescopi amatoriali.

Un dettaglio che, secondo il fisico di Harvard Avi Loeb, rende irrealistica qualsiasi ipotesi di censura totale. “Quando un oggetto è osservabile da così tante postazioni indipendenti, nasconderne la natura diventa impossibile”, ha più volte sottolineato.

La coincidenza con la luna nuova offrirà condizioni ideali per l’osservazione, mentre oltre 23 Paesi europei stanno monitorando l’oggetto nell’ambito della più ampia esercitazione di difesa planetaria mai organizzata.

Loeb continua a citare anomalie come la coda orientata in modo opposto al Sole e flussi di materiale difficili da spiegare. NASA ed ESA, però, restano ferme sulla loro posizione: 3I/ATLAS è una cometa proveniente da un altro sistema stellare. Straordinaria, sì. Ma naturale.

Tra scienza e suggestione: perché il mistero divide

Il caso MAVEN-3I/ATLAS mostra ancora una volta quanto il confine tra dati scientifici e suggestione collettiva sia sottile. Un blackout tecnico, una cometa insolita e un tempismo scomodo bastano a trasformare un evento astronomico in una narrazione globale ad alta tensione.

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