Mezzi a guida autonoma impazziti: allarme incidenti

Video virali, test su strada e sistemi ancora immaturi mettono in discussione la corsa cinese alla mobilità senza conducente e il suo impatto sulla sicurezza

Negli ultimi mesi i social media sono stati inondati da una valanga di video che mostrano veicoli autonomi in situazioni a dir poco inquietanti. Mezzi che girano in tondo dentro parcheggi, frenano bruscamente senza apparente motivo, o si muovono in modo erratico e pericoloso senza un guidatore al volante. Il caso più virale riguarda un’auto BYD in un parcheggio dell’aeroporto di Chengdu. Un mezzo a guida autonoma ha iniziato a girare in cerchio e lo ha fatto centinaia di volte prima di esser fermato dalla polizia e dai tecnici della casa produttrice. Secondo le ricostruzioni preliminari il problema potrebbe essere un guasto ai freni, ma la mancanza di dichiarazioni precise da parte dell’azienda ha alimentato dubbi.

In altri video, utenti hanno documentato robot humanoidi che si comportano in modo bizzarro – movimenti bruschi verso la folla durante eventi pubblici, o salti improvvisi per strada – generando panico e dibattito sulla sicurezza delle intelligenze artificiali in spazi affollati. Le interpretazioni abbondano: c’è chi parla di malfunzionamenti, chi di “robot impazziti” e chi di semplici errori di percezione dei sensori.

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Robotaxi cinesi: utopia tecnologica o incubo?

La Cina è tra i paesi che più spingono sull’adozione di robotaxi e veicoli autonomi di livello 4, cioè capaci di funzionare senza intervento umano in molte situazioni di traffico reale. Aziende come WeRide e Baidu Apollo Go hanno già flotte in servizio in diverse città, da Pechino a Shenzhen.

Tuttavia, la realtà in strada non è sempre rosea. Tra gli internauti cinesi e nei forum dedicati all’automotive, molti utenti si lamentano del comportamento di questi mezzi: frenate improvvise, velocità eccessivamente ridotta, sterzate lente, oppure movimenti che sembrano non adattarsi bene al traffico umano. In alcune città i robotaxi sono diventati quasi un elemento di rallentamento del traffico. Queste critiche non significano necessariamente che i sistemi siano “pericolosi”, ma indicano che gli algoritmi non hanno ancora una padronanza totale delle situazioni complesse tipiche delle strade urbane.

Gli stessi sviluppatori sottolineano che i loro sistemi utilizzano sensori sofisticati e intelligenza artificiale per prendere decisioni in tempo reale, e che in alcune metriche teoriche la guida autonoma sarebbe anche più sicura di quella umana, ma i dubbi persistono.

Non solo auto: umanoidi e malfunzionamenti inquietanti

Non sono soltanto auto autonome a finire sotto i riflettori. Anche robot umanoidi dotati di AI sono stati protagonisti di episodi virali: movimenti improvvisi verso persone durante manifestazioni, gesti bruschi in mezzo alla folla, o comportamenti che sembrano andare oltre la semplice esecuzione di un compito programmato. In alcuni video un robot ha persino compiuto gesti che sono stati percepiti come aggressivi, generando allarme tra i passanti.

Questi casi, pur essendo isolati, mettono in evidenza una questione importante: l’interazione tra robot autonomi e persone in situazioni reali non è sempre prevedibile, e i sistemi di sicurezza basati su IA possono avere lacune proprio dove sarebbe più cruciale non averne. È una sfida tecnica, ma anche culturale: come fare convivere la macchina intelligente con le reazioni, l’imprevedibilità e le emozioni degli esseri umani?

Perché questi incidenti attirano così tanta attenzione?

I video di robot o veicoli autonomi che si comportano in modo strano o pericoloso diventano virali non solo per l’inquietudine che suscitano, ma perché toccano un nervo sensibile collettivo: la paura che tecnologie avanzate possano prendere decisioni senza controllo umano. Nel caso di Chengdu, ad esempio, molti utenti si sono chiesti ad alta voce: “Cosa sarebbe successo se quell’auto fosse stata nel traffico intenso di una strada cittadina?”.

Questa paura non è nuova. Incidenti che vedono protagonisti dei sistemi a guida autonoma sono stati documentati anche fuori dalla Cina. In tutti i casi, alcuni dei quali finiti con l’uccisione di passanti, mostrano le carenze dell’IA nella mobilità.

Smart robots: benefattori o minacce?

Paradossalmente, la robotica autonoma in Cina non è fatta solo di auto che “impazziscono”. Ci sono esempi in cui la tecnologia viene utilizzata per aumentare la sicurezza, come robot che posizionano coni stradali autonomamente in caso di incidente, riducendo i rischi per gli operatori umani.

Ma ciò non annulla il fatto che ogni tecnologia avanzata porta con sé rischi potenziali – rischi che vanno affrontati con regole chiare, test rigorosi, e trasparenza nei dati di sicurezza. Le autorità cinesi stanno monitorando la situazione e lavorano con le aziende per migliorare i sistemi. La corsa all’innovazione, tuttavia, supera spesso la capacità di normare e valutare pienamente i rischi.

A cura della Redazione GTNews

Link utili:
16,000 test licenses for autonomous vehicles issued in China

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