Zanzare e virus, Verona si ferma per paura del Chikungunya

Sagre sospese e la Fiera del Riso a rischio. Il virus trasmesso dalle zanzare tigre rischia di bloccare l’evento simbolo dell’autunno scaligero

L’epidemia di Chikungunya in provincia di Verona continua a crescere e a generare allarme. Nel giro di poco più di un mese i casi accertati hanno toccato quota 46, con un incremento costante che ha spinto le autorità locali a intervenire in maniera drastica. La malattia, meno grave rispetto al virus del Nilo occidentale che ha colpito l’Italia nei mesi scorsi, desta comunque preoccupazione perché porta febbre alta, dolori articolari intensi e un decorso debilitante. Non si tratta quindi solo di un problema sanitario, ma anche sociale ed economico, dato che il contagio è avvenuto proprio nel pieno della stagione delle sagre di paese e degli eventi popolari che animano la provincia fino a ottobre. Tre manifestazioni sono già state sospese, altre hanno scelto di proseguire adottando rigide misure sanitarie, e ora tutti gli occhi sono puntati sulla Fiera del Riso di Isola della Scala, una kermesse da oltre 300mila visitatori che rischia di saltare.

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Dall’Arbizzano a Isola della Scala, il virus corre veloce

Il focolaio è esploso lo scorso 6 agosto ad Arbizzano, frazione tra Verona e Negrar di Valpolicella, e da lì il virus si è diffuso rapidamente. In poche settimane ha raggiunto la Valpolicella, Affi, Cavaion, Isola della Scala e diversi quartieri di Verona città.

Gli ultimi due contagi sono stati confermati proprio a Cavaion e Isola della Scala, dove le autorità hanno attivato nuove disinfestazioni straordinarie nel raggio di alcune centinaia di metri dalle abitazioni colpite. Le zanzare tigre, principali vettori del virus, hanno trovato terreno fertile grazie alle alte temperature e alla presenza di ristagni d’acqua, che facilitano la proliferazione. A preoccupare di più non è tanto la gravità della malattia, quanto la sua capacità di diffondersi velocemente in contesti sociali ad alta densità. Le feste popolari, i concerti estivi e le sagre sono infatti ambienti ideali per aumentare i contatti indiretti e, di conseguenza, i rischi di nuove infezioni.

Eventi annullati e la minaccia sulla Fiera del Riso

Il contagio ha già avuto conseguenze concrete. Sono state annullate la Festa della Birra di Parona e la sagra di Dossobuono, appuntamenti storici che ogni anno richiamavano migliaia di persone. Anche altre manifestazioni hanno rischiato lo stop, riuscendo a salvare le edizioni solo grazie a piani straordinari di sicurezza sanitaria. Il vero banco di prova resta però la Fiera del Riso di Isola della Scala, prevista dal 19 settembre al 12 ottobre. L’evento, che celebra uno dei prodotti simbolo della tradizione veronese, attira ogni anno oltre 300mila visitatori da tutta Italia. Quest’anno l’apertura resta incerta: l’andamento dell’epidemia nelle prossime settimane determinerà se si potrà aprire i cancelli o se si dovrà rinviare tutto. Una decisione che avrebbe ricadute pesantissime sull’economia locale, dal settore agricolo alla ristorazione, fino al turismo.

“C’è apprensione, ma con le disinfestazioni straordinarie il rischio si riduce e restiamo fiduciosi”, ha dichiarato al Tgr Veneto Roberto Venturi, presidente dell’Ente Fiera di Verona.

Il virus dal Madagascar e i numeri italiani del contagio

Il ceppo responsabile del focolaio è stato individuato come proveniente dal Madagascar, anche se focolai analoghi sono stati segnalati di recente in Cina e Francia. La diffusione è stata favorita dalla presenza delle zanzare tigre, ormai stabilmente radicate in Italia. Il paziente zero sarebbe una persona rientrata da un viaggio all’estero, dalla quale il virus si è propagato nei comuni di Domegliara, Sant’Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano e Parona. La Regione Veneto e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) hanno ribadito che il virus non si trasmette da uomo a uomo, ma solo tramite la puntura di zanzare infette. Secondo i dati ufficiali dell’ISS, dal 1° gennaio al 9 settembre 2025 in Italia sono stati confermati 208 casi di Chikungunya: 41 legati a viaggi all’estero e 167 autoctoni. L’età media delle persone colpite è di 60 anni, e il 47% dei pazienti è di sesso maschile. Al momento non risultano decessi.

Le misure di prevenzione e i rischi economici

Per contenere l’emergenza sanitaria, la Regione ha intensificato le campagne di disinfestazione straordinaria, ma invita anche i cittadini a collaborare. La raccomandazione è quella di eliminare ogni possibile ristagno d’acqua in sottovasi, secchi, fioriere e cimiteri, luoghi ideali per la riproduzione delle zanzare. I medici consigliano di rivolgersi subito a un presidio sanitario in caso di febbre alta priva di sintomi respiratori e, se positivi, di rispettare almeno cinque giorni di isolamento.

Non esistono vaccini per questa infezione, ma la letalità resta molto bassa. La vera incognita, però, riguarda gli effetti collaterali sull’economia e sulla vita sociale. La sospensione delle sagre e la possibile cancellazione della Fiera del Riso rappresentano una minaccia non solo culturale, ma anche finanziaria per un territorio che vive di turismo, tradizioni enogastronomiche e filiera agricola. La sfida ora è doppia: circoscrivere i contagi e proteggere al tempo stesso il cuore pulsante dell’autunno veronese.

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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