Tumore del colon-retto: scoperto il bersaglio chiave

Individuato il recettore usato dalla malattia per indebolire il sistema immunitario. Si aprono nuove prospettive per lโ€™immunoterapia

Il tumore del colon-retto รจ una delle neoplasie piรน diffuse nei Paesi industrializzati e continua a rappresentare, anche per lโ€™Italia, una sfida complessa che la medicina moderna tenta incessantemente di superare. Nonostante i progressi della chirurgia, della chemioterapia e delle immunoterapie, in molti casi il sistema immunitario non riesce a contrastare efficacemente la crescita tumorale. Un nuovo studio coordinato dalla professoressa Gaia Codolo, del Dipartimento di Biologia dellโ€™Universitร  di Padova, aggiunge ora un tassello fondamentale alla comprensione di questo fallimento. I ricercatori hanno identificato nel recettore immunitario CD300e un possibile nuovo bersaglio terapeutico per il carcinoma del colon-retto. La scoperta nasce dallโ€™osservazione del microambiente tumorale, un ecosistema complesso in cui cellule cancerose e cellule immunitarie interagiscono in modo spesso controintuitivo. I risultati dello studio, sostenuto dalla Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, sono stati pubblicati sul Journal for ImmunoTherapy of Cancer e aprono la strada a strategie terapeutiche innovative.

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Il ruolo chiave del microambiente tumorale

Il tumore non รจ una massa di cellule isolate, ma un sistema dinamico capace di comunicare con lโ€™organismo che lo ospita. Nel microambiente tumorale del colon-retto sono presenti numerose cellule del sistema immunitario, tra cui i macrofagi, che in condizioni normali svolgono un ruolo di difesa.

Lo studio mostra che il recettore CD300e, espresso da specifiche cellule immunitarie, viene fortemente indotto da segnali prodotti dallo stesso tumore. Questo processo altera profondamente il comportamento dei macrofagi, indirizzandoli verso uno stato funzionale che favorisce la crescita tumorale e indebolisce la risposta immunitaria complessiva.

โ€œAbbiamo scoperto che CD300e รจ fortemente indotto da segnali prodotti dal tumore stesso, che riprogrammano i macrofagi rendendoli meno capaci di sostenere la risposta delle cellule Tโ€, spiega Gaia Codolo, coordinatrice della ricerca.

Macrofagi riprogrammati e difese indebolite

I macrofagi appartengono allโ€™immunitร  innata e rappresentano una delle prime linee di difesa dellโ€™organismo. Tuttavia, nel contesto tumorale, queste cellule possono essere โ€œrieducateโ€ dal cancro.

Secondo i risultati dello studio, lโ€™attivazione di CD300e contribuisce a trasformare i macrofagi in cellule che non solo smettono di contrastare il tumore, ma finiscono per sostenerne indirettamente la progressione. Questo cambiamento ha conseguenze dirette sullโ€™efficacia della risposta immunitaria.

Il fenomeno non รจ marginale: riguarda lโ€™equilibrio complessivo del sistema immunitario nel tumore e aiuta a spiegare perchรฉ, in alcuni pazienti, le terapie immunologiche risultino poco efficaci o perdano efficacia nel tempo.

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Lโ€™impatto sulle cellule T e sullโ€™immunoterapia

La riprogrammazione dei macrofagi ha un effetto a cascata che coinvolge anche le cellule T, fondamentali per il riconoscimento e lโ€™eliminazione delle cellule tumorali. Quando il supporto dei macrofagi viene meno, le cellule T diventano meno efficienti nel loro compito. Questo meccanismo rappresenta uno dei principali ostacoli al successo delle immunoterapie attualmente disponibili.

โ€œLโ€™identificazione di CD300e come uno dei regolatori chiave di questo processo apre nuove prospettive per lo sviluppo di strategie terapeutiche innovativeโ€, afferma Codolo.

Lโ€™ipotesi di lavoro รจ chiara: inibire o silenziare CD300e potrebbe riattivare le difese immunitarie e potenziare lโ€™efficacia delle immunoterapie giร  in uso nella pratica clinica.

Uno studio costruito passo dopo passo

Le parti sperimentali piรน complesse del progetto sono state guidate da Annica Barizza e Stefania Vassallo, ricercatrici del Dipartimento di Biologia dellโ€™Universitร  di Padova.

โ€œรˆ stato un lavoro impegnativo, iniziato letteralmente da zeroโ€, racconta Barizza. โ€œAbbiamo dovuto costruire passo dopo passo lโ€™intero sistema sperimentale che ci ha permesso di identificare il ruolo di CD300eโ€.

La ricerca ha richiesto lo sviluppo di modelli sperimentali dedicati e lโ€™integrazione di dati immunologici e molecolari, per ricostruire in modo accurato il ruolo del recettore nel contesto tumorale.

โ€œSiamo rimaste colpiteโ€, aggiunge Vassallo, โ€œnellโ€™osservare che, interferendo con questo recettore, si potesse modificare profondamente il comportamento delle cellule immunitarieโ€.

La forza delle collaborazioni multidisciplinari

La complessitร  del tumore del colon-retto ha imposto un approccio integrato e multidisciplinare.

โ€œLa collaborazione con clinici, bioinformatici e ricercatori di altre discipline รจ stata fondamentaleโ€, sottolinea Codolo. โ€œLa complessitร  dei tumori richiede approcci integrati, capaci di mettere insieme dati immunologici, molecolari e omiciโ€.

Lo studio ha coinvolto anche il Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanitร  Pubblica dellโ€™Universitร  di Padova, lโ€™Istituto Oncologico Veneto (IOV), il Dipartimento di Medicina Molecolare della Sapienza Universitร  di Roma e il Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dellโ€™Universitร  di Brescia.

Verso nuove strategie terapeutiche

Lโ€™obiettivo finale della ricerca รจ comprendere se un trattamento mirato contro CD300e possa essere integrato con le immunoterapie giร  disponibili, migliorandone i risultati clinici. Non si tratta ancora di una terapia pronta per lโ€™uso, ma dellโ€™identificazione di un nuovo bersaglio molecolare che potrebbe cambiare il modo in cui il sistema immunitario viene coinvolto nella lotta contro il tumore del colon-retto. Comprendere come il tumore manipola le difese dellโ€™organismo รจ un passo cruciale per imparare a contrastarlo in modo piรน efficace.

A cura di Roberto Zonca

Link utili:
Studio originale su Journal for ImmunoTherapy of Cancer
โ€“ CD300e is a driver of the immunosuppressive tumor microenvironment and colorectal cancer progression via macrophage reprogramming | Journal for ImmunoTherapy of Cancer

Roberto Zonca

Roberto Zonca รจ giornalista professionista, attivo nellโ€™informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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