Indice
- 1 Individuato il recettore usato dalla malattia per indebolire il sistema immunitario. Si aprono nuove prospettive per lโimmunoterapia
- 2 Il ruolo chiave del microambiente tumorale
- 3 Macrofagi riprogrammati e difese indebolite
- 4 Lโimpatto sulle cellule T e sullโimmunoterapia
- 5 Uno studio costruito passo dopo passo
- 6 La forza delle collaborazioni multidisciplinari
- 7 Verso nuove strategie terapeutiche
Individuato il recettore usato dalla malattia per indebolire il sistema immunitario. Si aprono nuove prospettive per lโimmunoterapia
Il tumore del colon-retto รจ una delle neoplasie piรน diffuse nei Paesi industrializzati e continua a rappresentare, anche per lโItalia, una sfida complessa che la medicina moderna tenta incessantemente di superare. Nonostante i progressi della chirurgia, della chemioterapia e delle immunoterapie, in molti casi il sistema immunitario non riesce a contrastare efficacemente la crescita tumorale. Un nuovo studio coordinato dalla professoressa Gaia Codolo, del Dipartimento di Biologia dellโUniversitร di Padova, aggiunge ora un tassello fondamentale alla comprensione di questo fallimento. I ricercatori hanno identificato nel recettore immunitario CD300e un possibile nuovo bersaglio terapeutico per il carcinoma del colon-retto. La scoperta nasce dallโosservazione del microambiente tumorale, un ecosistema complesso in cui cellule cancerose e cellule immunitarie interagiscono in modo spesso controintuitivo. I risultati dello studio, sostenuto dalla Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, sono stati pubblicati sul Journal for ImmunoTherapy of Cancer e aprono la strada a strategie terapeutiche innovative.
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Il ruolo chiave del microambiente tumorale
Il tumore non รจ una massa di cellule isolate, ma un sistema dinamico capace di comunicare con lโorganismo che lo ospita. Nel microambiente tumorale del colon-retto sono presenti numerose cellule del sistema immunitario, tra cui i macrofagi, che in condizioni normali svolgono un ruolo di difesa.
Lo studio mostra che il recettore CD300e, espresso da specifiche cellule immunitarie, viene fortemente indotto da segnali prodotti dallo stesso tumore. Questo processo altera profondamente il comportamento dei macrofagi, indirizzandoli verso uno stato funzionale che favorisce la crescita tumorale e indebolisce la risposta immunitaria complessiva.
โAbbiamo scoperto che CD300e รจ fortemente indotto da segnali prodotti dal tumore stesso, che riprogrammano i macrofagi rendendoli meno capaci di sostenere la risposta delle cellule Tโ, spiega Gaia Codolo, coordinatrice della ricerca.
Macrofagi riprogrammati e difese indebolite
I macrofagi appartengono allโimmunitร innata e rappresentano una delle prime linee di difesa dellโorganismo. Tuttavia, nel contesto tumorale, queste cellule possono essere โrieducateโ dal cancro.
Secondo i risultati dello studio, lโattivazione di CD300e contribuisce a trasformare i macrofagi in cellule che non solo smettono di contrastare il tumore, ma finiscono per sostenerne indirettamente la progressione. Questo cambiamento ha conseguenze dirette sullโefficacia della risposta immunitaria.
Il fenomeno non รจ marginale: riguarda lโequilibrio complessivo del sistema immunitario nel tumore e aiuta a spiegare perchรฉ, in alcuni pazienti, le terapie immunologiche risultino poco efficaci o perdano efficacia nel tempo.
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Lโimpatto sulle cellule T e sullโimmunoterapia
La riprogrammazione dei macrofagi ha un effetto a cascata che coinvolge anche le cellule T, fondamentali per il riconoscimento e lโeliminazione delle cellule tumorali. Quando il supporto dei macrofagi viene meno, le cellule T diventano meno efficienti nel loro compito. Questo meccanismo rappresenta uno dei principali ostacoli al successo delle immunoterapie attualmente disponibili.
โLโidentificazione di CD300e come uno dei regolatori chiave di questo processo apre nuove prospettive per lo sviluppo di strategie terapeutiche innovativeโ, afferma Codolo.
Lโipotesi di lavoro รจ chiara: inibire o silenziare CD300e potrebbe riattivare le difese immunitarie e potenziare lโefficacia delle immunoterapie giร in uso nella pratica clinica.
Uno studio costruito passo dopo passo
Le parti sperimentali piรน complesse del progetto sono state guidate da Annica Barizza e Stefania Vassallo, ricercatrici del Dipartimento di Biologia dellโUniversitร di Padova.
โร stato un lavoro impegnativo, iniziato letteralmente da zeroโ, racconta Barizza. โAbbiamo dovuto costruire passo dopo passo lโintero sistema sperimentale che ci ha permesso di identificare il ruolo di CD300eโ.
La ricerca ha richiesto lo sviluppo di modelli sperimentali dedicati e lโintegrazione di dati immunologici e molecolari, per ricostruire in modo accurato il ruolo del recettore nel contesto tumorale.
โSiamo rimaste colpiteโ, aggiunge Vassallo, โnellโosservare che, interferendo con questo recettore, si potesse modificare profondamente il comportamento delle cellule immunitarieโ.
La forza delle collaborazioni multidisciplinari
La complessitร del tumore del colon-retto ha imposto un approccio integrato e multidisciplinare.
โLa collaborazione con clinici, bioinformatici e ricercatori di altre discipline รจ stata fondamentaleโ, sottolinea Codolo. โLa complessitร dei tumori richiede approcci integrati, capaci di mettere insieme dati immunologici, molecolari e omiciโ.
Lo studio ha coinvolto anche il Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanitร Pubblica dellโUniversitร di Padova, lโIstituto Oncologico Veneto (IOV), il Dipartimento di Medicina Molecolare della Sapienza Universitร di Roma e il Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dellโUniversitร di Brescia.
Verso nuove strategie terapeutiche
Lโobiettivo finale della ricerca รจ comprendere se un trattamento mirato contro CD300e possa essere integrato con le immunoterapie giร disponibili, migliorandone i risultati clinici. Non si tratta ancora di una terapia pronta per lโuso, ma dellโidentificazione di un nuovo bersaglio molecolare che potrebbe cambiare il modo in cui il sistema immunitario viene coinvolto nella lotta contro il tumore del colon-retto. Comprendere come il tumore manipola le difese dellโorganismo รจ un passo cruciale per imparare a contrastarlo in modo piรน efficace.
A cura di Roberto Zonca
Link utili:
Studio originale su Journal for ImmunoTherapy of Cancer โ CD300e is a driver of the immunosuppressive tumor microenvironment and colorectal cancer progression via macrophage reprogramming | Journal for ImmunoTherapy of Cancer
