Indice
- 1 Una ricerca spagnola mostra per la prima volta una regressione completa del più aggressivo tra i tumori. I test sono stati condotti nei modelli animali, ma si attende il via ai trial umani
- 2 Come funziona la terapia sui modelli murini
- 3 Il realismo e la speranza dei ricercatori
- 4 Limiti attuali e prospettive future delle terapie PDAC
- 5 Impatto potenziale per i pazienti
- 6 Tra cautela e ottimismo
Una ricerca spagnola mostra per la prima volta una regressione completa del più aggressivo tra i tumori. I test sono stati condotti nei modelli animali, ma si attende il via ai trial umani
E’ una notizia destinata a segnare una svolta nella ricerca oncologica globale quella arrivata dalla Spagna. Un gruppo di scienziati, guidato dall’oncologo Mariano Barbacid, ha annunciato risultati sperimentali che molti colleghi definiscono senza precedenti nella lotta contro il tumore al pancreas, e nello specifico l’adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC), la forma più comune e letale della neoplasia. La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), descrive una terapia combinata basata su tre farmaci mirati che ha eliminato completamente i tumori nei topi, con una regressione duratura e senza effetti collaterali significativi. Per una malattia caratterizzata da uno dei più bassi tassi di sopravvivenza a cinque anni, questi risultati rappresentano una speranza tangibile per il futuro, anche se i ricercatori sottolineano vi siano ancora molte sfide ancora aperte prima di poter tradurre questi successi nei pazienti umani.
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Come funziona la terapia sui modelli murini
La chiave del successo sperimentale consiste nella strategia di combinare tre farmaci con bersagli molecolari distinti, ognuno rivolto a una componente critica per la sopravvivenza e la proliferazione delle cellule tumorali. Il tumore pancreas è notoriamente resistente alle terapie singole, proprio perché sviluppa meccanismi di fuga e resistenza. In questo studio, uno dei farmaci blocca l’oncogene KRAS, presente mutato nel 90% dei casi di PDAC, mentre gli altri due agiscono rispettivamente su EGFR e STAT3, due proteine implicate nelle vie di segnale che promuovono la crescita tumorale. Questo approccio consente di interrompere simultaneamente più vie di sopravvivenza cellulare, riducendo la capacità del tumore di evadere la terapia. Nei modelli sperimentali, i topi trattati hanno mostrato regressione completa delle masse tumorali e sono rimasti liberi da recidive per periodi di osservazione prolungati, ben oltre i normali parametri di crescita tumorale negli animali.
Il realismo e la speranza dei ricercatori
“Per la prima volta abbiamo ottenuto una risposta completa, duratura e a bassa tossicità contro il cancro al pancreas in modelli sperimentali”, ha dichiarato chiaramente Mariano Barbacid durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati. Barbacid ha insistito su un punto importante: pur essendo risultati straordinari nei topi, non siamo ancora in grado di avviare studi clinici con questa tripla terapia sull’uomo. I ricercatori coinvolti, tra cui Carmen Guerra, Vasiliki Liaki e Sara Barrambana, hanno ribadito che questi risultati modellano un percorso clinico più realistico rispetto al passato, ma richiedono ulteriori studi di sicurezza e ottimizzazione farmacologica prima di poter essere proposti nei trial umani.
Limiti attuali e prospettive future delle terapie PDAC
Pur accogliendo con entusiasmo i risultati, la comunità scientifica sottolinea che il salto dal modello animale all’uomo è complesso. L’adenocarcinoma duttale pancreatico è caratterizzato da una biologia aggressiva, difficile diagnosi precoce e una tendenza quasi endemica alla resistenza ai trattamenti. Gli inibitori di KRAS, pur recentemente introdotti nella pratica clinica, mostrano una efficacia limitata da rapida comparsa di resistenze tumorali. In questo contesto, la combinazione di più farmaci mirati contro bersagli molecolari chiave potrebbe diventare una strategia più efficace per prevenire recidive e affrontare i meccanismi di fuga tumorale. In ogni caso, passare da un modello murino a sperimentazioni cliniche sull’uomo richiederà anni di lavoro di ottimizzazione, studi di sicurezza e autorizzazioni regolatorie.
Impatto potenziale per i pazienti
Se queste strategie combinatorie dovessero dimostrarsi efficaci anche nell’uomo, le implicazioni per i pazienti con PDAC sarebbero enormi. Attualmente, le opzioni terapeutiche per questo tipo di cancro sono limitate e spesso poco efficaci, con un impatto molto modesto sulla sopravvivenza a lungo termine. Una terapia in grado di eliminare tumori resistenti e prevenire recidive potrebbe cambiare radicalmente il panorama terapeutico. Le sfide restano la selezione dei pazienti, la gestione degli effetti collaterali nei contesti clinici reali e l’integrazione di queste strategie nei protocolli di trattamento standard. Lo studio del CNIO è una tappa fondamentale in questa direzione, aprendo un capitolo importante nella storia della ricerca sul cancro al pancreas.
Tra cautela e ottimismo
La scoperta della terapia combinata che elimina completamente il tumore al pancreas nei topi segna un progresso notevole nel campo dell’oncologia sperimentale. Tuttavia, come più volte ribadito dagli stessi ricercatori, non si può parlare ancora di “cura umana” fino a quando non saranno condotti studi clinici rigorosi. Le evidenze finora disponibili indicano che affrontare simultaneamente più percorsi molecolari critici può essere una strada efficace per combattere tumori finora considerati quasi inespugnabili. Questa strategia razionale e multi-bersaglio potrebbe rivelarsi la chiave per superare i limiti delle terapie finora disponibili, ma richiede uno sforzo collettivo e tempo prima di tradursi in un beneficio tangibile per i pazienti.
A cura di Roberto Zonca
Link di approfondimento:
Lo studio pubblicato su PNAS che descrive la terapia combinata
Scientists achieve pancreatic tumour regression in breakthrough study | Euronews
