Cruscotto touch come lo smartphone, perché le auto nuove distraggono chi guida

Test indipendenti e nuove valutazioni Euro NCAP mettono sotto accusa i menu digitali di bordo e riaprono il confronto sul ritorno dei comandi fisici per clima, luci e funzioni essenziali

Le auto nuove promettono sicurezza, assistenza alla guida e tecnologia intelligente, ma spesso mettono davanti al conducente maxi display touch che richiedono gesti molto simili a quelli vietati sullo smartphone. La contraddizione è evidente. Il cellulare viene considerato pericoloso perché obbliga a guardare uno schermo, cercare icone, toccare punti precisi e distogliere l’attenzione dalla strada. Molti cruscotti digitali fanno esattamente la stessa cosa, con la differenza che vengono percepiti come parte sicura e legittima dell’auto. Per regolare clima, radio, sedili riscaldati o funzioni di bordo bisogna spesso entrare in menu complessi mentre il veicolo è in movimento. Il test di Vi Bilägare ha mostrato che una Volvo V70 del 2005 con pulsanti fisici completa alcune operazioni in 10 secondi, mentre una MG Marvel R con touchscreen impiega 44,9 secondi, percorrendo 1.372 metri a 110 km/h. Anche TRL ha rilevato tempi di reazione peggiori con l’uso touch. Dal 2026 Euro NCAP penalizzerà i comandi essenziali nascosti nei menu, aprendo la strada al ritorno dei pulsanti fisici.

Se la sintesi della notizia ti ha incuriosito leggi il nostro approfondimento qui di seguito

Vietato usare il cellulare mentre si guida, ma molte delle auto oggi sul mercato chiedono al conducente di fare sul cruscotto operazioni molto simili a quelle che vengono sanzionate sullo smartphone. Modelli presentati come più sicuri, più intelligenti e più assistiti concentrano funzioni che vanno inevitabilmente attivate su grandi schermi touch. Per regolare la temperatura, cambiare una stazione radio, attivare il riscaldamento del sedile o modificare le più diverse impostazioni bisogna spesso entrare in un menu, riconoscere un’icona precisa e premere un punto sul display.

La contraddizione è evidente. La sicurezza stradale chiede ai conducenti di tenere gli occhi sulla strada, mentre molte case automobilistiche hanno trasformato comandi essenziali in interfacce digitali ben più complesse dei comuni tablet e smartphone. Il risultato è un abitacolo oggettivamente moderno e ordinato, ma anche più difficile da usare quando l’auto è in movimento.

Il cruscotto touch può diventare un rischio alla guida?

Il problema riguarda il modo in cui il conducente usa l’auto mentre guida. Un comando fisico può essere raggiunto con un gesto quasi automatico. Una manopola del clima, un tasto per lo sbrinamento, come anche una leva dei tergicristalli o il pulsante per le quattro frecce, hanno una posizione e una forma che ne consentono l’identificazione tattile. Il guidatore può cercarli ma senza perder di vista la strada.

Con uno schermo touch la dinamica cambia. Il conducente deve abbassare lo sguardo, leggere l’interfaccia, muoversi tra i diversi menù, individuare l’icona di proprio interesse, premere sulla stessa e verificare che il comando sia stato recepito. Se il sistema è lento, se le icone sono troppo piccole e con il dito si preme il punto sbagliato, l’attenzione resta ancora più a lungo lontana dalla strada.

Il problema è dunque legato al tempo di distrazione. Ogni secondo passato a cercare un comando sul display è un secondo sottratto alla lettura dei pericoli lungo la strada. La tecnologia diventa utile quando riduce il carico mentale del conducente, ma diventa un problema quando aggiunge passaggi durante la guida.

Che cosa ha mostrato il test svedese?

Uno dei confronti più citati arriva dalla rivista svedese Vi Bilägare, che ha messo alla prova 11 auto moderne e una Volvo V70 del 2005, dotata di molti comandi fisici. Il test chiedeva al conducente di eseguire alcune operazioni a 110 chilometri orari. La vecchia Volvo ha completato le attività in 10 secondi, percorrendo 306 metri. Alcune auto moderne hanno richiesto tempi molto più lunghi.

La peggiore del test, la MG Marvel R, ha impiegato 44,9 secondi. A quella velocità significa percorrere 1.372 metri durante l’esecuzione delle operazioni richieste. Anche altri modelli hanno richiesto distanze molto elevate, in alcuni casi vicine al chilometro. Il dato colpisce perché converte in metri la distrazione che spesso viene percepita come breve. A 110 chilometri orari un’auto percorre più di 30 metri al secondo. Bastano pochi secondi per coprire la lunghezza di un campo da calcio. Se un comando richiede 20, 30 o 40 secondi, la distrazione diventa un tratto di strada molto lungo, percorso con bassa attenzione.

Perché i pulsanti fisici funzionano meglio?

I pulsanti fisici hanno un vantaggio che gli schermi touch faticano a replicare. Offrono memoria muscolare. Dopo un periodo di utilizzo, il conducente sa dove si trovano i comandi principali e può raggiungerli senza doverli cercare ogni volta con gli occhi. Il corpo impara la posizione, la mano riconosce la forma e il feedback meccanico conferma l’azione.

Uno schermo liscio offre invece una superficie uniforme. La mano non distingue un comando dall’altro. Il conducente è costretto a guardare: ed è lo stesso motivo per cui è vietato armeggiare con lo smartphone mentre si guida.

Navigazione, telecamere, assistenti alla guida e servizi connessi hanno migliorato molte funzioni dell’auto. Il nodo riguarda però la scelta dei comandi che finiscono dentro lo schermo. Alcune impostazioni possono stare in un menu, soprattutto se vengono usate con il veicolo fermo. Le funzioni necessarie durante la marcia richiedono invece accesso diretto e risposta immediata.

Che cosa dice lo studio TRL su CarPlay e Android Auto?

Il tema riguarda anche i sistemi di integrazione con lo smartphone, come Apple CarPlay e Android Auto. Il centro di ricerca britannico TRL ha analizzato l’interazione dei conducenti con questi sistemi, valutando tempi di reazione, comportamento di guida e attenzione visiva. Le prove hanno confrontato l’uso senza interazione, i comandi vocali e i comandi touch.

I risultati mostrano una differenza netta tra voce e schermo. L’interazione touch peggiora di più la guida. Durante l’uso dello schermo, i conducenti mostrano tempi di reazione più lunghi, maggiore difficoltà nel mantenere la corsia e più variabilità nella distanza dal veicolo che precede. Anche lo sguardo resta lontano dalla strada per periodi più lunghi. La distrazione nasce quando il conducente deve guardare, scegliere, toccare e controllare. Che il gesto avvenga sul telefono o sul display dell’auto cambia poco dal punto di vista dell’attenzione: la differenza principale è normativa.

Perché lo smartphone è vietato e il display dell’auto è consentito?

La legge interviene sul telefono perché l’uso alla guida è una delle cause più evidenti di distrazione. Il conducente che tiene in mano lo smartphone, scrive un messaggio o scorre una schermata compie un gesto pericoloso e facilmente riconoscibile. Le sanzioni servono a ridurre questo comportamento.

Il display dell’auto vive invece in una zona più ambigua. È integrato nel veicolo, viene progettato dal costruttore, controlla funzioni ufficiali e in molti casi sostituisce comandi che in passato erano fisici. Il conducente lo usa per regolare aspetti reali dell’auto, necessari durante il viaggio.

Dal punto di vista della sicurezza, tra l’uso dello smartphone e quello di un maxi schermo in dotazione sull’auto, la situazione non è molto diversa. Ogni elemento che porta la vista lontana dal controllo della strada rappresenta inevitabilmente una potenziale minaccia.

Che cosa cambia con Euro NCAP dal 2026?

Dal 2026 Euro NCAP ha iniziato a pesare con maggiore attenzione il tema dei Driver Controls, i comandi che il conducente utilizza durante la guida. La nuova impostazione premia le soluzioni più immediate e penalizza quelle che rendono più difficile l’accesso alle funzioni essenziali.

Per quanto riguarda i comandi come frecce, clacson, tergicristalli, luci e chiamate di emergenza l’Euro NCAP guarda alla posizione, alla modalità di attivazione e al numero di passaggi necessari. Un comando nascosto in menu troppo profondi diventa una scelta progettuale penalizzante. L’auto può avere display grandi e servizi connessi ma deve conservare i tradizionali comandi fisici, o comunque ad attivazione immediata, per tutte le funzioni che il conducente utilizza mentre guida.

Perché le case automobilistiche hanno eliminato tanti tasti?

Un abitacolo con pochi tasti appare per ovvi motivi più pulito e più ordinato. Un grande display centrale permette inoltre di aggiornare funzioni via software, modificare menu, aggiungere servizi e uniformare l’esperienza tra modelli diversi. C’è anche un aspetto produttivo. Ridurre pulsanti, cablaggi, componenti fisici e varianti di plancia può semplificare la progettazione e contenere i costi. Lo stesso schermo può gestire molte funzioni e adattarsi a mercati, versioni e allestimenti differenti. Dal punto di vista dell’industria, la digitalizzazione dell’abitacolo offre vantaggi evidenti.

Quali comandi dovrebbero restare fisici?

La soluzione più ragionevole è un abitacolo ibrido. Lo schermo può gestire infinite funzionalità, dalla navigazione all’infotainment, ma i comandi più utilizzati, e ancor più quelli destinati alle emergenze, dovrebbero restare fisici e vicini al volante, in punti facilmente raggiungibili. Il comando vocale può aiutare per altre funzioni, ma deve essere in ogni caso ad accesso rapido, affidabile e capace di comprendere le frasi naturali.

Perché la guida autonoma non risolve ancora il problema?

La guida autonoma viene spesso evocata come destinazione finale dell’auto tecnologica. In futuro, se il veicolo sarà realmente capace di gestire la marcia in modo sicuro e continuo, il rapporto tra conducente e cruscotto cambierà. Oggi non siamo ancora giunti a questa fase della mobilità, le auto più moderne richiedono ancora un altissimo livello di attenzione da parte di chi guida.

Il conducente resta figura centrale e su di lui ricadono le responsabilità legale alla sicurezza  in strada. Il ritorno dei pulsanti fisici non rappresenta pertanto un passo indietro, ma una correzione. L’auto può essere digitale e moderna anche senza costringere il conducente a cercare comandi essenziali dentro schermate labirinto. La sicurezza stradale ha identificato nello smartphone un dispositivo incompatibile con la guida sicura. Lo stesso andrà fatto, con obiettività e onestà, con le tecnologie come i maxi schermi preinstallati all’interno degli abitacoli.

Link utili:
Physical buttons outperform touchscreens in new cars, test finds | Vi Bilägare

TRL | Interacting with Android Auto and Apple CarPlay when driving

Note per i lettori

L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

Roberto Zonca

Roberto Zonca è giornalista professionista, attivo nell’informazione digitale dal 2000. Ha lavorato per oltre venticinque anni nella redazione di Tiscali News, testata considerata tra le esperienze storiche del giornalismo online italiano, nata nella stagione pionieristica del web e cresciuta insieme alla trasformazione digitale del Paese. Oggi dirige GiornaleTecnologico.net.

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