Indice
- 1 Sabato 24 gennaio volontari, scuole e ricercatori mobilitati in tutta Italia per sostenere la ricerca oncologica e promuovere stili di vita che possono ridurre fino al 40% dei tumori
- 2 Scuole protagoniste con “Cancro io ti boccio”
- 3 I testimoni: ricerca e sport uniti per la salute
- 4 Prevenzione: fino a 4 tumori su 10 si possono evitare
- 5 142 milioni di euro per la ricerca oncologica
- 6 I numeri del cancro in Italia: perché la ricerca è decisiva
- 7 Dalle piazze ai supermercati: la raccolta continua
Sabato 24 gennaio volontari, scuole e ricercatori mobilitati in tutta Italia per sostenere la ricerca oncologica e promuovere stili di vita che possono ridurre fino al 40% dei tumori
Sabato 24 gennaio l’Italia torna a colorarsi di arancione. Dalle prime ore del mattino, oltre 3.000 piazze e numerose scuole ospitano Le Arance della Salute, la storica iniziativa di Fondazione AIRC che da più di venticinque anni unisce raccolta fondi, divulgazione scientifica e prevenzione. Migliaia di volontarie e volontari allestiscono i banchetti per distribuire reticelle di arance rosse, vasetti di marmellata di arance rosse e miele di fiori d’arancio, accompagnati da una pubblicazione informativa pensata per aiutare i cittadini a orientarsi tra notizie attendibili e fake news su alimentazione, attività fisica e salute. L’obiettivo è importante: sostenere la ricerca oncologica indipendente e ricordare che le scelte quotidiane contano.
Scuole protagoniste con “Cancro io ti boccio”
Alla mobilitazione delle piazze si affianca quella delle scuole. Venerdì 23 e sabato 24 gennaio studenti, insegnanti e genitori partecipano a Cancro io ti boccio, il progetto di cittadinanza attiva promosso da AIRC che trasforma gli istituti scolastici in presìdi di informazione scientifica e prevenzione.
L’iniziativa non si limita alla raccolta fondi. Mira a costruire consapevolezza critica, stimolando nei più giovani una riflessione sui corretti stili di vita e sul valore della ricerca. Un investimento culturale che guarda al futuro, perché la prevenzione inizia molto prima della diagnosi.
I testimoni: ricerca e sport uniti per la salute
Il volto scientifico della campagna è quello di Paola Storti, ricercatrice AIRC all’Università di Parma impegnata nello studio del mieloma multiplo. Storti ha recentemente portato la Torcia Olimpica verso Milano Cortina 2026, un gesto simbolico che lega ricerca, sport e prevenzione:
«Per me è stato un onore portare la Torcia Olimpica e rappresentare l’impegno di AIRC, che tiene sempre viva la fiamma della ricerca per prevenire e curare sempre meglio il cancro».
Accanto a lei, come ambassador, la campionessa olimpica Sofia Goggia, che richiama l’urgenza di un impegno collettivo: «Il cancro è un tema trasversale che tocca praticamente tutti. Sostenere la ricerca e promuovere la prevenzione significa prendersi cura di sé e degli altri».
Prevenzione: fino a 4 tumori su 10 si possono evitare
Secondo le principali organizzazioni internazionali, circa il 40% dei nuovi casi di tumore è potenzialmente prevenibile attraverso comportamenti salutari: niente fumo, attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, riduzione del consumo di alcol, adesione a vaccinazioni e screening.
Eppure i numeri italiani restano critici. Tra bambini e adolescenti, il 37% è in sovrappeso e il 17% obeso, uno dei dati più alti in Europa. Un segnale d’allarme che chiama in causa stili di vita sempre più lontani dalla dieta mediterranea e da un’adeguata attività fisica.
142 milioni di euro per la ricerca oncologica
Nel 2026 AIRC rafforza ulteriormente il proprio ruolo di motore della ricerca oncologica italiana. L’investimento complessivo supera 142 milioni di euro, destinati a 779 progetti e borse di studio che coinvolgono circa 5.000 ricercatrici e ricercatori attivi in quasi cento istituzioni, prevalentemente pubbliche.
I finanziamenti sostengono studi su terapie immuno-mirate, diagnostica ultra-precoce, prevenzione personalizzata e nuovi approcci terapeutici guidati anche dall’intelligenza artificiale. La selezione dei progetti avviene tramite peer review internazionale, garanzia di qualità, indipendenza e merito scientifico.
I numeri del cancro in Italia: perché la ricerca è decisiva
Nel 2025 in Italia si sono registrate circa 390.000 nuove diagnosi di tumore. Le forme più frequenti restano mammella, colon-retto, polmone, prostata e vescica. Oggi circa il 50% dei pazienti oncologici guarisce, mentre la mortalità per cancro negli ultimi dieci anni è diminuita di circa il 9%. Secondo i dati più recenti, oltre 3,7 milioni di persone vivono in Italia dopo una diagnosi di tumore, pari al 6,2% della popolazione. Numeri che raccontano una realtà complessa, ma anche i progressi concreti resi possibili dagli investimenti in ricerca e prevenzione.
Dalle piazze ai supermercati: la raccolta continua
Dal 2 febbraio, per tutto il mese, torna Arance rosse per la Ricerca: per ogni reticella venduta, 50 centesimi vengono destinati ai progetti AIRC grazie all’adesione di circa 60 insegne della grande distribuzione, in oltre 11.000 punti vendita. Un modello virtuoso che amplia il coinvolgimento dei cittadini e rafforza il messaggio chiave della campagna: la ricerca si sostiene anche con piccoli gesti quotidiani.
A cura della Redazione GTNews
