La proiezione di Mercatore altera le superfici alle alte latitudini: 164 Paesi sostengono sistemi come Equal Earth, capaci di restituire proporzioni molto più fedeli
A cura di Roberto Zonca
LA NOTIZIA IN BREVE – La battaglia sulla rappresentazione dell’Africa non riguarda soltanto la cartografia, ma il modo in cui per decenni abbiamo percepito le dimensioni del pianeta. Il nodo è la proiezione di Mercatore, utilissima per la navigazione ma inadatta a confrontare le superfici: più ci si avvicina ai poli, più i territori vengono ingranditi. Per questo la Groenlandia può sembrare quasi paragonabile all’Africa, quando in realtà il continente africano è circa 14 volte più esteso. Con la risoluzione Correct the Map, l’ONU invita istituzioni, scuole e piattaforme digitali a preferire, quando serve confrontare le dimensioni reali, proiezioni equivalenti come Equal Earth. Non nasce però una nuova mappa obbligatoria e Mercatore non viene “vietata”: il principio è scegliere la proiezione più adatta allo scopo. Il cambiamento più rilevante potrebbe avvenire proprio nell’istruzione, dove una diversa rappresentazione del mondo può correggere percezioni geografiche sedimentate da generazioni.

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L’APPROFONDIMENTO – Per secoli abbiamo imparato a riconoscere il mondo attraverso una carta geografica che, pur essendo matematicamente corretta per determinati utilizzi, restituiva un’immagine profondamente distorta delle dimensioni reali dei continenti. È la proiezione di Mercatore, probabilmente il planisfero più conosciuto al mondo e ancora oggi alla base di numerose rappresentazioni cartografiche. Ad esser penalizzata, più di tutti, è l’Africa. Sulle tradizionali mappe scolastiche il continente africano appare infatti meno imponente di quanto sia nella realtà, mentre territori situati più a nord, come la Groenlandia, il Canada o la Russia, risultano visivamente ingranditi. Il confronto con la Groenlandia è forse quello più sorprendente: sulle carte di Mercatore le due superfici possono sembrare quasi paragonabili, mentre l’Africa, con oltre 30 milioni di chilometri quadrati, è in realtà circa quattordici volte più grande.
A riportare la questione al centro del dibattito internazionale è stata l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che pochi giorni fa – il 4 settembre – ha approvato la risoluzione “Correct the Map”, sostenuta dal Togo e dall’Unione Africana. Il documento invita governi, organizzazioni internazionali, sistemi educativi e soggetti privati a privilegiare, quando si vogliono confrontare le dimensioni dei territori, proiezioni cartografiche che conservino correttamente le superfici.
Ben 164 Paesi si sono espressi a favore, mentre gli Stati Uniti sono stati l’unico Paese contrario e sei Stati si sono astenuti. La decisione non comporta però la scomparsa della proiezione di Mercatore, né introduce una nuova mappa mondiale obbligatoria. Il punto centrale è un altro: una carta geografica dovrebbe essere scelta in funzione dell’informazione che deve rappresentare, e una proiezione nata per la navigazione non è necessariamente la soluzione migliore quando si vogliono confrontare le dimensioni reali dei continenti.
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Una deformazione che nasce dalla geometria
Per comprendere perché l’Africa sia stata rappresentata per secoli in modo così diverso dalle sue reali proporzioni bisogna partire da un problema geometrico. La Terra è approssimativamente sferica, mentre la carta geografica è di fatto una superficie piana. Trasferire l’intero pianeta su un foglio significa quindi introdurre necessariamente delle deformazioni. Non esiste una proiezione capace di conservare contemporaneamente e in ogni punto del globo le superfici, le forme, le distanze e gli angoli. Ogni sistema cartografico privilegia alcune proprietà sacrificandone altre, ed è proprio questa caratteristica a rendere improprio parlare di una mappa “perfetta”.
La proiezione di Mercatore fu realizzata nel 1569 dal cartografo fiammingo Gerardus Mercator con uno scopo molto preciso: rendere più semplice la navigazione marittima. La sua grande utilità consiste nel fatto che le rotte percorse mantenendo una direzione costante possono essere rappresentate con linee rette. Per i navigatori dell’epoca si trattava di un vantaggio enorme, perché consentiva di tracciare e seguire le rotte utilizzando bussola e carta nautica con grande semplicità.
Il prezzo da pagare, però, era la progressiva deformazione delle superfici man mano che ci si allontanava dall’Equatore. Più ci si avvicina ai poli, maggiore diventa l’ingrandimento. Per questo la Groenlandia appare gigantesca, così come risultano sovradimensionate ampie porzioni del Canada, della Russia e dell’Europa settentrionale.
L’Africa, invece, trovandosi in gran parte alle basse latitudini, subisce una deformazione molto minore. Non è quindi corretto dire che Mercatore “rimpicciolisce” l’Africa. Accade piuttosto che ingrandisca enormemente molte regioni settentrionali, alterando il rapporto visivo tra le loro superfici e quelle africane.

Quanto è grande l’Africa
I numeri mostrano con particolare chiarezza quanto la rappresentazione tradizionale possa risultare fuorviante. Il continente africano occupa una superficie superiore ai 30 milioni di chilometri quadrati, contro poco più di 2 milioni della Groenlandia. L’Africa è inoltre circa tre volte più estesa dell’Europa. All’interno della sua superficie potrebbero trovare posto Stati Uniti, Cina e India insieme, con ancora milioni di chilometri quadrati disponibili.
Sono confronti che entrano in conflitto con l’immagine mentale costruita da generazioni di planisferi. Per molte persone la geografia del mondo non deriva infatti dalla conoscenza delle superfici reali, ma dalla ripetuta esposizione a una determinata rappresentazione grafica. Se per decenni un continente viene mostrato più piccolo rispetto ad altri territori, quella proporzione finisce inevitabilmente per sedimentarsi nella percezione comune.
La campagna “Correct the Map”
Già prima del voto delle Nazioni Unite, l’Unione Africana aveva sostenuto la campagna internazionale “Correct the Map”, chiedendo una revisione delle rappresentazioni cartografiche utilizzate nelle scuole, nelle istituzioni e nella comunicazione pubblica. La posizione dell’organizzazione africana va oltre il semplice problema matematico. Secondo i promotori della campagna, la continua rappresentazione ridotta dell’Africa avrebbe contribuito a consolidare, nel corso del tempo, una percezione distorta del peso geografico e simbolico del continente.
Si tratta tuttavia di un terreno sul quale è necessario mantenere una distinzione rigorosa. La deformazione prodotta da Mercatore è un fatto matematico indiscutibile; molto più complesso è stabilire quanto questa rappresentazione abbia inciso concretamente sulle relazioni politiche, economiche o culturali tra l’Africa e il resto del mondo.
Non esistono inoltre elementi storici che dimostrino che Gerardus Mercator abbia progettato la propria mappa con l’obiettivo di ridimensionare l’Africa. La sua proiezione nasceva per risolvere un problema pratico di navigazione. La critica contemporanea riguarda soprattutto l’uso generalizzato che di quella carta è stato fatto nei secoli successivi, quando uno strumento nato per i marinai è diventato di fatto uno dei principali modelli con cui l’umanità rappresenta l’intero pianeta.
Equal Earth, la proiezione che conserva le superfici
Tra le alternative citate nel dibattito internazionale c’è Equal Earth, una proiezione sviluppata nel 2018 dai cartografi Bojan Šavrič, Tom Patterson e Bernhard Jenny. La sua caratteristica principale è la conservazione delle superfici. In una mappa Equal Earth, un Paese o un continente che nella realtà possiede una superficie doppia rispetto a un altro mantiene lo stesso rapporto anche sulla carta.
Questo cambia radicalmente il modo in cui appare il pianeta. L’Africa assume immediatamente dimensioni molto maggiori rispetto alle mappe di Mercatore, mentre Groenlandia, Canada settentrionale, Russia ed Europa sembrano ridursi. Naturalmente non sono i continenti a cambiare dimensione: cambia semplicemente il tipo di deformazione introdotta dalla proiezione. Equal Earth, infatti, non elimina ogni distorsione. Conservare correttamente le superfici significa necessariamente accettare alterazioni di altre caratteristiche, come alcune forme e distanze.
GTnews Domande e risposte Come interpretare superfici, misurazioni e confronti geografici senza farsi ingannare dalla forma del planisfero.
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Misurazioni
Se Mercatore deforma le superfici, anche i calcoli di area fatti sulle mappe online sono sbagliati?
Non necessariamente. La proiezione utilizzata per visualizzare una carta sullo schermo non coincide sempre con il sistema impiegato dal software per effettuare le misurazioni. I programmi cartografici possono calcolare le superfici sulla geometria terrestre oppure trasformare i dati in una proiezione adatta a misurare le aree.
Gli errori possono invece diventare importanti quando una superficie viene ricavata direttamente dalla geometria di una carta di Mercatore senza applicare correzioni, soprattutto per territori molto estesi o situati alle alte latitudini.
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Dati geografici
Una proiezione sbagliata può alterare statistiche su popolazione, foreste o consumo del suolo?
Sì, se le elaborazioni vengono eseguite direttamente con una proiezione inadatta. Indicatori che dipendono dalla superficie, come la densità di popolazione, gli ettari di foresta perduti o la quota di territorio occupata da una determinata copertura, richiedono misure d’area corrette.
Nei sistemi GIS professionali il problema viene normalmente affrontato utilizzando proiezioni equivalenti o calcoli geodetici. Una carta può quindi apparire visivamente deformata senza rendere necessariamente errati i dati associati, purché le elaborazioni siano state effettuate con strumenti appropriati.
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Globi 3D
Perché non usare sempre un globo terrestre invece di ricorrere alle proiezioni?
Un globo evita gran parte delle deformazioni introdotte dal passaggio a una superficie piana, ma non può sostituire tutte le mappe. Non permette, per esempio, di osservare contemporaneamente l’intera superficie terrestre ed è poco pratico per atlanti, giornali, infografiche e molte analisi comparative.
I globi digitali tridimensionali riducono alcuni di questi limiti, ma quando il mondo deve essere rappresentato su un foglio o su una superficie piana resta necessario scegliere una proiezione e accettare inevitabilmente qualche tipo di deformazione.
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Superfici ufficiali
Perché la superficie dello stesso Paese può risultare leggermente diversa a seconda della fonte?
Piccole differenze sono normali e non dipendono necessariamente dalla proiezione cartografica. Le banche dati possono adottare criteri differenti per conteggiare acque interne, territori d’oltremare, isole, zone contese o altre particolarità territoriali.
Anche il livello di dettaglio utilizzato per rappresentare coste e confini può influire sul risultato. Per confrontare correttamente due Paesi è quindi preferibile utilizzare dati provenienti dalla stessa fonte e verificare se si sta considerando la superficie totale oppure soltanto quella terrestre.
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Verifica
Come si può verificare la vera dimensione di un Paese senza fidarsi dell’aspetto che ha sul planisfero?
Per un confronto preciso bisogna partire dai dati di superficie, non dalla grandezza apparente delle sagome. I valori numerici forniti da enti geografici, statistici o istituzionali consentono di stabilire quanto un territorio sia realmente più grande o più piccolo di un altro.
Per il confronto visivo si possono invece utilizzare mappe equivalenti o strumenti interattivi che permettono di spostare la sagoma di un Paese tra latitudini diverse. Questi strumenti mostrano in modo immediato quanto Mercatore possa modificarne l’aspetto, ma per un dato quantitativo preciso resta preferibile una fonte geografica ufficiale.
Mercatore continuerà a essere utile
Il voto delle Nazioni Unite non rende improvvisamente inutile la proiezione di Mercatore. Al contrario, in alcuni ambiti continuerà ad avere caratteristiche particolarmente vantaggiose. La navigazione è l’esempio storico più evidente. Anche molte piattaforme cartografiche digitali utilizzano varianti della proiezione di Mercatore perché consentono di gestire in modo efficiente zoom, coordinate e visualizzazione delle mappe.
Google Maps, per esempio, utilizza una variante chiamata Web Mercator. Quando un automobilista consulta il percorso tra due vie o ingrandisce la mappa di una città, la deformazione delle dimensioni dei continenti non rappresenta un problema rilevante. La questione cambia completamente quando la stessa proiezione viene utilizzata per mostrare l’intero pianeta su un’unica schermata. In quel caso le superfici relative diventano immediatamente fuorvianti.
Che cosa potrebbe cambiare nelle scuole
Uno degli effetti più rilevanti della nuova posizione internazionale potrebbe riguardare l’istruzione. Per decenni le pareti delle scuole di tutto il mondo sono state occupate da planisferi nei quali le dimensioni dei continenti apparivano fortemente alterate. Cambiare quelle rappresentazioni significherebbe modificare, fin dall’infanzia, il modo in cui viene percepita la geografia mondiale.
Vedere l’Africa nelle sue proporzioni reali significa rendersi conto immediatamente che si tratta di una massa continentale enormemente più vasta di quanto suggeriscano molti planisferi tradizionali. È probabile che nei prossimi anni il cambiamento riguardi soprattutto atlanti scolastici, infografiche, siti istituzionali e materiali educativi, senza però determinare una sostituzione completa della proiezione di Mercatore in ogni contesto.
Anche la Francia cambia approccio
Il dibattito ha già iniziato a produrre alcune conseguenze concrete. La Francia ha annunciato di voler superare l’impiego sistematico della proiezione di Mercatore nelle proprie rappresentazioni istituzionali, scegliendo di volta in volta sistemi cartografici più adatti all’informazione da comunicare.
Non si tratta dunque di adottare una sola nuova mappa valida per ogni circostanza, ma di riconoscere che rappresentazioni differenti possono essere necessarie a seconda dello scopo. Dopo secoli nei quali un’unica proiezione è diventata sinonimo di “mappa del mondo”, la cartografia torna a essere presentata per quello che realmente è: un insieme di strumenti matematici diversi, ciascuno caratterizzato da vantaggi e limiti.
Perché gli Stati Uniti hanno votato contro
Il voto contrario degli Stati Uniti ha attirato inevitabilmente l’attenzione, soprattutto perché Washington è rimasta isolata rispetto alla larghissima maggioranza dell’Assemblea generale. La posizione americana non riguarda però la matematica delle proiezioni cartografiche. Gli Stati Uniti hanno contestato soprattutto il significato politico attribuito alla campagna, in particolare il collegamento tra la rappresentazione geografica dell’Africa e temi come l’eredità coloniale, le riparazioni storiche e quella che l’Unione Africana definisce “giustizia cognitiva”.
Il dissenso riguarda quindi soprattutto l’interpretazione politica del problema, non il fatto che Mercatore alteri le superfici alle alte latitudini, una caratteristica ben conosciuta dalla cartografia moderna.
La mappa non è il mondo
La vicenda solleva infine una questione che va oltre l’Africa. Siamo talmente abituati alle carte geografiche da considerarle spesso rappresentazioni neutrali e quasi fotografiche della realtà. La verità dei fatti è che ogni planisfero è il risultato di una serie di scelte. Si deve scegliere una proiezione, dove collocare il centro della mappa, stabilire dove interrompere la superficie terrestre e perfino quale orientamento utilizzare. La Terra non possiede un bordo e, nello spazio, non esiste una legge che obblighi a collocare il Nord nella parte superiore di una carta. Sono semplicemente convenzioni che nel tempo sono diventate così familiari da sembrare naturali.
La stessa cosa è avvenuta con la proiezione di Mercatore. Uno strumento straordinariamente efficace, nato più di quattro secoli fa per aiutare i marinai a percorrere gli oceani, è diventato progressivamente una delle immagini universali del pianeta. Oggi nessuno propone seriamente di cancellarlo dalla cartografia. La richiesta è semplice: smettere di utilizzare una proiezione concepita per conservare le direzioni quando ciò che interessa mostrare sono le dimensioni dei territori. Vista così la decisione delle Nazioni Unite non cambia la geografia dell’Africa e non aggiunge un solo chilometro quadrato al continente. Ma cambia il modo in cui quella geografia viene mostrata. L’Africa non è diventata più grande, ma è sempre stata grande.
Link e fonti
Documenti ufficiali, studi e materiali tecnici per approfondire la risoluzione ONU, le proiezioni cartografiche e le reali dimensioni dell’Africa.
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Nazioni Unite
Victory for Africa as UN Votes on Resolution to “Correct the Map”
La ricostruzione ufficiale del voto dell’Assemblea generale: 164 Paesi favorevoli, Stati Uniti contrari e sei astensioni. Il documento chiarisce inoltre che Mercatore non viene vietata e che l’ONU incoraggia l’impiego di proiezioni equivalenti quando è importante confrontare le superfici.
Consulta la fonte -
Documento ONU
Risoluzione A/80/L.104 – “Correct the Map”
Il documento ufficiale alla base della decisione ONU sulla rappresentazione cartografica delle regioni del mondo, con particolare attenzione all’Africa e alle distorsioni prodotte dalle proiezioni che non conservano correttamente le superfici.
Consulta il documento -
Unione Africana
AU leaders adopt historic initiative to correct the Map of Africa
Il comunicato ricostruisce l’origine politica dell’iniziativa “Correct the Map of Africa”, approvata dalla 39ª Assemblea dell’Unione Africana e successivamente portata dal Togo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Consulta la fonte -
Cartografia
Equal Earth Projection
Il sito dedicato alla proiezione Equal Earth ne illustra caratteristiche, principi matematici e differenze rispetto alle rappresentazioni tradizionali. La proiezione conserva le proporzioni delle superfici su scala globale.
Approfondisci Equal Earth -
Studio scientifico
The Equal Earth map projection
L’articolo scientifico che descrive la nascita di Equal Earth, una proiezione pseudocilindrica equivalente progettata per conservare le dimensioni relative delle aree mantenendo forme continentali facilmente riconoscibili.
Consulta lo studio -
Guida tecnica
How are different map projections used?
La guida USGS spiega perché nessuna carta piana può conservare contemporaneamente forme, superfici, distanze e direzioni, e chiarisce perché Mercatore resta utile per alcuni scopi ma produce forti distorsioni delle aree alle alte latitudini.
Consulta la guida -
Tecnologia
Map and Tile Coordinates – Google Maps JavaScript API
La documentazione tecnica descrive l’uso della proiezione di Mercatore nelle coordinate mondiali di Google Maps e spiega come latitudine e longitudine vengono trasformate nelle coordinate utilizzate dal sistema cartografico digitale.
Consulta la documentazione
Note per i lettori
L’immagine usata per questo articolo è stata creata grazie all’utilizzo di un sistema di Intelligenza Artificiale

