Individuato un circuito molecolare capace di sostenere la riparazione dei tessuti dopo lesioni gravi e stress intensi
Come una fenice che rinasce dalle ceneri, la pelle e molti altri tessuti epiteliali del nostro corpo reagiscono alla distruzione con unโimprovvisa e potente spinta rigenerativa. ร un fenomeno noto da decenni, chiamato proliferazione compensatoria, osservato per la prima volta negli anni Settanta nelle larve di moscerino: dopo essere state colpite da radiazioni ad alta dose, riuscivano a ricostruire ali perfettamente funzionanti. Da allora, la stessa capacitร รจ stata documentata in numerose specie, esseri umani compresi, ma il meccanismo molecolare alla base รจ rimasto un enigma irrisolto per oltre mezzo secolo.
Ora uno studio del Weizmann Institute of Science, pubblicato su Nature Communications, fornisce finalmente una risposta. La scoperta รจ sorprendente: gli stessi enzimi che orchestrano la morte cellulare, le caspasi, possono in alcune condizioni proteggere le cellule dalla morte, permettendo ai tessuti danneggiati non solo di rigenerarsi, ma persino di diventare piรน resistenti. Una strategia di sopravvivenza che, perรฒ, puรฒ trasformarsi in unโarma a doppio taglio.
Caspasi: boia e salvatori della cellula
Nel corpo sano, la forma piรน comune di morte cellulare รจ lโapoptosi, un suicidio programmato che elimina cellule vecchie o danneggiate. Il processo รจ rigoroso: una caspasi iniziatrice attiva una cascata di caspasi esecutrici che smembrano la cellula dallโinterno. Da oltre ventโanni, perรฒ, il laboratorio del professor Eli Arama ha mostrato che queste molecole non sono solo distruttori. Svolgono anche ruoli essenziali per la vita. Da qui lโipotesi: le caspasi potrebbero essere coinvolte anche nella proliferazione compensatoria.
Per verificarlo, il team guidato dalla dottoressa Tslil Braun ha ripetuto lโesperimento storico sulle larve di moscerino, ma con strumenti genetici avanzati. Il risultato รจ stata lโidentificazione di una popolazione cellulare inattesa.
ยซVolevamo individuare le cellule che premono il pulsante dellโautodistruzione ma sopravvivono comunqueยป, spiega Braun. ยซAbbiamo scoperto le cellule DARE: non solo resistono alle radiazioni, ma si moltiplicano e ricostruiscono quasi metร del tessuto in 48 oreยป.
DARE e NARE: due eserciti per ricostruire il tessuto
Accanto alle cellule DARE (Death-Activated but Resistance to Execution), i ricercatori hanno identificato una seconda popolazione, chiamata NARE, anchโessa resistente alla morte ma senza attivazione della caspasi iniziale. Le due popolazioni collaborano, ma con ruoli diversi. Le DARE sono il motore della rigenerazione: senza di loro, la proliferazione compensatoria scompare del tutto. Le NARE, invece, contribuiscono alla ricostruzione solo se le DARE sono presenti. Cruciale รจ anche il ruolo delle cellule morenti: sono proprio i segnali rilasciati da queste ultime ad attivare le DARE, innescando la rinascita del tessuto.
Il trucco molecolare che blocca la morte
Resta la domanda chiave: come fanno le cellule DARE a sopravvivere quando tutte le altre muoiono? La risposta รจ elegante.
ยซAbbiamo osservato che la caspasi iniziatrice si attiva, ma il processo di morte si arresta prima della fase esecutivaยป, spiega Arama. Il motivo รจ una proteina motrice molecolare che aggancia la caspasi alla membrana cellulare, impedendole di attivare le caspasi finali.
Quando questa proteina viene silenziata, le cellule DARE muoiono e la rigenerazione fallisce. Non solo: una iperattivazione dello stesso meccanismo รจ giร stata collegata alla crescita tumorale. Un indizio che lega rigenerazione e cancro in modo inquietante.
Perchรฉ i tumori tornano piรน aggressivi
Lo studio offre anche una possibile spiegazione a un problema clinico noto. I tumori che ricrescono dopo la radioterapia tendono a essere piรน aggressivi e resistenti. ยซVolevamo capire se la resistenza alla morte viene ereditataยป, dice Arama. La risposta รจ sรฌ. Alla seconda irradiazione, muore la metร delle cellule rispetto alla prima volta, e quasi tutte appartengono alla popolazione NARE. I discendenti delle DARE risultano sette volte piรน resistenti alla morte cellulare. Un possibile motivo per cui i tumori recidivi diventano cosรฌ difficili da trattare.
Il freno naturale contro la crescita incontrollata
Rigenerare sรฌ, crescere senza limiti no. Nellโultima parte dello studio emerge un raffinato meccanismo di equilibrio. Le cellule DARE stimolano la crescita delle NARE attraverso segnali proliferativi. Le NARE, a loro volta, rilasciano segnali che inibiscono lโespansione delle DARE. ร un circuito di feedback negativo che impedisce lโeccesso di crescita durante la riparazione del tessuto.
ยซMolti tumori nascono da cellule epiteliali che hanno perso questo controlloยป, conclude Arama. ยซCapire perchรฉ lโapoptosi a volte fallisce ci aiuterร a migliorare le terapie oncologiche e, forse, ad accelerare la rigenerazione dei tessuti sani dopo un dannoยป.
A cura della Redazione GTNews
Link utili:
Nature Communications
