Uno studio pubblicato su PNAS rivela l’impatto degli impianti eolici sulla fauna selvatica. Le vittime supererebbero ormai 1,5 milioni all’anno. Ma esistono soluzioni per proteggere questi animali senza rinunciare all’energia pulita
LA NOTIZIA IN BREVE – Le energie rinnovabili sono indispensabili per contrastare il cambiamento climatico, ma il loro sviluppo può avere conseguenze inattese sulla biodiversità. Negli Stati Uniti, le turbine eoliche rappresentano una minaccia crescente per diverse specie di pipistrelli, soprattutto quelle migratrici. A preoccupare gli scienziati non sono soltanto le collisioni con le pale, ma anche la difficoltà delle popolazioni di recuperare le perdite, considerando i ritmi riproduttivi relativamente lenti di questi mammiferi. Il problema assume un peso ancora maggiore se si considerano le altre minacce, come la sindrome del naso bianco e la progressiva distruzione degli habitat. Eppure proteggere i pipistrelli senza rinunciare all’energia eolica è possibile: una scelta più attenta dei luoghi di installazione e la sospensione temporanea delle turbine nelle ore a maggior rischio potrebbero ridurre sensibilmente la mortalità. Una sfida che riguarda anche l’Europa e l’Italia.

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L’APPROFONDIMENTO – Quasi 19 milioni di pipistrelli morti negli Stati Uniti tra il 1981 e il 2024, con una mortalità che negli ultimi anni avrebbe superato 1,5 milioni di esemplari ogni dodici mesi. È il bilancio delle collisioni letali con le turbine eoliche ricostruito da un gruppo di ricercatori del Fort Collins Science Center, attraverso uno studio pubblicato sulle pagine della rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
Gli studiosi hanno analizzato 499 rapporti di monitoraggio ambientale relativi agli impianti eolici statunitensi, concentrandosi su dieci specie di chirotteri. I risultati serviranno a comprendere come conciliare lo sviluppo delle energie rinnovabili con la tutela di animali fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi. Il dato rivela una pressione sulla fauna selvatica che non può essere in alcun modo trascurata, soprattutto considerando che numerose specie di pipistrelli devono già affrontare la perdita degli habitat naturali e la diffusione di malattie.
Le specie più colpite dalle turbine
Il maggior numero di vittime riguarda specificatamente quattro specie, responsabili di oltre il 90% della mortalità stimata. Il pipistrello cenerino (Lasiurus cinereus) avrebbe perso circa 6,7 milioni di esemplari, seguito dal pipistrello rosso orientale (Lasiurus borealis), con 5,8 milioni, e dal pipistrello argentato (Lasionycteris noctivagans), con 3,4 milioni. Per il grande pipistrello bruno (Eptesicus fuscus) si stimano invece 1,5 milioni di decessi.
A preoccupare gli scienziati è soprattutto la vulnerabilità delle specie migratrici, che percorrono grandi distanze e possono incontrare numerosi parchi eolici lungo i propri spostamenti stagionali. Molti pipistrelli, inoltre, si riproducono lentamente: una mortalità elevata e ripetuta potrebbe quindi compromettere la capacità delle popolazioni di mantenersi stabili nel tempo.
Perché i pipistrelli finiscono contro le pale?
Nonostante possiedano un sofisticato sistema di orientamento basato sull’ecolocalizzazione, i pipistrelli non riescono sempre a evitare le turbine. Le ragioni non sono ancora chiare, ma secondo alcuni esperti le grandi strutture potrebbero essere scambiate per alberi, attirando gli animali alla ricerca di cibo, riparo o possibili partner.
Lo studio americano individua inoltre una relazione tra la mortalità e alcune caratteristiche degli impianti. Le turbine con pale più lunghe e quelle situate vicino ai corsi d’acqua risultano associate a un maggior numero di decessi per determinate specie, mentre una maggiore distanza tra il punto più basso del rotore e il terreno potrebbe diminuire il rischio.
Un danno per la biodiversità e per l’agricoltura
La perdita di milioni di pipistrelli rappresenta un grave problema. Questi mammiferi sono importanti predatori di insetti notturni, comprese numerose specie dannose per le coltivazioni. La loro attività contribuisce al controllo naturale dei parassiti e alla salute degli ecosistemi.
La ricerca evidenzia anche un’altra emergenza, quella della sindrome del naso bianco, malattia provocata dal fungo invasivo Pseudogymnoascus destructans, responsabile della morte di milioni di chirotteri in Nord America. La mortalità complessiva stimata per le turbine eoliche avrebbe raggiunto dimensioni paragonabili a quelle associate alla malattia, sebbene le due minacce colpiscano in larga parte specie differenti.
Il problema non è circoscritto agli Usa ma riguarda anche l’Europa, dove le collisioni con gli impianti eolici sono documentate ormai da tempo. In Italia, come negli altri Paesi dell’Unione europea, i pipistrelli godono di una protezione rigorosa prevista dalla direttiva Habitat.
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Come salvare i pipistrelli senza rinunciare all’eolico
Salvare le diverse specie di pipistrelli è possibile, anche senza rinunciare alla produzione di energia eolica. Secondo gli esperti, si potrebbe ridurre la mortalità limitando il funzionamento delle turbine durante le ore notturne di maggiore attività degli animali, soprattutto quando il vento è debole. Per gli impianti ancora da realizzare, invece, sarebbe opportuno scegliere con attenzione le aree di installazione, evitando i principali corridoi migratori e gli habitat più sensibili, in particolare quelli vicini ai corsi d’acqua.
La transizione energetica resta indispensabile per contrastare il cambiamento climatico, ma produrre energia pulita non dovrebbe mettere a rischio la biodiversità. Una progettazione più attenta, accompagnata da monitoraggi affidabili e interventi mirati, potrebbe rendere l’energia eolica più sostenibile anche per la fauna selvatica.
Link e fonti
Studi scientifici, documenti istituzionali e linee guida per approfondire la mortalità dei pipistrelli causata dagli impianti eolici, i rischi per la biodiversità e le possibili misure di protezione.
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Studio scientifico originale
The scope and severity of bat fatalities at US wind energy facilities
È lo studio alla base della notizia. Charles J. Labuzzetta e colleghi hanno analizzato 499 rapporti di monitoraggio, utilizzando un modello statistico bayesiano per stimare circa 18,7 milioni di decessi tra il 1981 e il 2024. La ricerca esamina dieci specie di pipistrelli e individua alcune caratteristiche delle turbine e del territorio associate al rischio di collisione. I risultati sono stime, soggette a margini di incertezza, non conteggi diretti di tutte le vittime.
Consulta lo studio originale -
Studio scientifico
Behavior of bats at wind turbines
Ricerca sperimentale condotta su tre turbine eoliche nell’Indiana, utilizzando telecamere termiche per osservare il comportamento dei pipistrelli. Gli studiosi hanno documentato avvicinamenti e interazioni con le strutture, suggerendo che alcuni comportamenti normalmente associati ai grandi alberi possano aumentare l’esposizione al rischio. Le osservazioni non dimostrano che tutte le specie siano attratte dalle turbine.
Consulta la ricerca -
Studio scientifico
A decade of curtailment studies demonstrates a consistent and effective strategy to reduce bat fatalities at wind turbines in North America
Analisi di dieci anni di sperimentazioni sul funzionamento delle turbine in sei impianti nordamericani. I ricercatori hanno valutato quanto la limitazione della rotazione delle pale con vento debole possa ridurre le collisioni. I risultati indicano una diminuzione significativa della mortalità, con un’efficacia variabile secondo le condizioni operative e le specie. Documenta una delle principali soluzioni proposte nell’approfondimento.
Consulta lo studio -
Documentazione scientifica istituzionale
White-Nose Syndrome
Scheda istituzionale dedicata alla sindrome del naso bianco, malattia provocata dal fungo Pseudogymnoascus destructans. Descrive la diffusione dell’infezione, i danni agli animali in ibernazione e le conseguenze sulle popolazioni nordamericane. Permette di approfondire il confronto con la mortalità associata all’eolico, ricordando che le due minacce interessano in larga parte specie diverse.
Consulta la documentazione -
Linee guida internazionali
Guidelines for consideration of bats in wind farm projects – Revision 2014
Linee guida dell’accordo internazionale EUROBATS, nella revisione del 2014, dedicate alla protezione dei chirotteri nei progetti eolici. Trattano la scelta delle aree di installazione, il monitoraggio prima e dopo la costruzione, la valutazione delle collisioni e le possibili misure di mitigazione. Sono particolarmente utili per comprendere come affrontare il problema nel contesto europeo.
Consulta le linee guida -
Direttiva europea
Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e della fauna e flora selvatiche
È uno dei principali riferimenti normativi europei per la protezione della biodiversità. La direttiva Habitat include i chirotteri tra gli animali soggetti a tutela rigorosa e stabilisce obblighi di conservazione per gli Stati membri. Consente di verificare il quadro giuridico che riguarda anche l’Italia, distinguendo le disposizioni legislative dalle raccomandazioni tecniche sugli impianti eolici.
Consulta la direttiva europea
Note per i lettori
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