Tre unit operative, una piattaforma proprietaria e l’integrazione di Casa Surace segnano il nuovo corso della società, che punta a trasformare la produzione editoriale dei brand in un sistema scalabile e multicanale
2WATCH cambia assetto e si presenta al mercato come 2WATCH Group, con l’obiettivo di costruire un ecosistema integrato tra creatività, produzione, tecnologia, media brand e talent. La società, nata come entertainment tech company e casa di produzione specializzata in contenuti digitali, arriva a questa nuova fase dopo tre acquisizioni in 18 mesi e dopo un primo trimestre 2026 chiuso, secondo i dati comunicati dall’azienda, con una crescita della revenue del 65% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La novità riguarda soprattutto il modello industriale. 2WATCH organizza ora le proprie attività in tre unit, pensate per coprire l’intero ciclo dei contenuti, dall’idea alla distribuzione. 2WATCH Creative Studio seguirà produzioni televisive, cinematografiche e digitali. 2WATCH Content Factory sarà focalizzata su contenuti scalabili, workflow editoriali e piattaforme basate su intelligenza artificiale custom. 2WATCH Media raccoglierà invece l’area talent e media brand, oggi rafforzata dall’ingresso di Casa Surace e capace, secondo il gruppo, di generare oltre 100 milioni di views mensili.
Perché 2WATCH cambia assetto?
La trasformazione in gruppo arriva in una fase in cui molte aziende producono quantità crescenti di contenuti per canali diversi, con tempi sempre più stretti e con la necessità di mantenere coerenza tra tono di voce, identità di marca e obiettivi commerciali. Il punto centrale della strategia di 2WATCH è portare l’AI agentica dentro i processi di ideazione, adattamento e produzione, così da trasformare un brief in una rete coordinata di contenuti per social, video, blog, comunicazione interna, stampa, campagne digitali e progetti televisivi.
Il passaggio è rilevante perché sposta l’intelligenza artificiale da semplice supporto operativo a infrastruttura di produzione. Nel caso raccontato dall’azienda, per un cliente del settore energy è stata sviluppata una piattaforma che consente ai team interni di partire da un prompt e ottenere contenuti adattati a canali e contesti differenti, conservando identità e tono di voce del brand.
Come funzionano le tre unit?
La nuova architettura punta a separare le competenze senza frammentare il lavoro. Creative Studio rappresenta l’area più vicina alla produzione tradizionale e ai linguaggi dell’audiovisivo. Qui rientrano format, contenuti video, branded entertainment, progetti televisivi, digitali e cinematografici.
Content Factory è invece la parte più tecnologica del modello. Il suo compito è costruire sistemi capaci di rendere la produzione editoriale più rapida, replicabile e governabile. Per i brand questo significa poter generare contenuti in grandi volumi, adattarli a più formati e controllare meglio la coerenza complessiva della comunicazione.
Media raccoglie la dimensione editoriale e talent del gruppo. In questo perimetro rientrano i media brand, le community e le property capaci di parlare direttamente a pubblici già formati. L’ingresso di Casa Surace rafforza in particolare l’area comedy, affiancandosi a realtà come Vico Alleria e Ugolize, già presenti nel portfolio.
Perché Casa Surace pesa nel nuovo modello?
Casa Surace rappresenta uno degli ingressi più riconoscibili nel nuovo ecosistema. Il brand, nato nel 2015, ha costruito la propria identità su video ironici legati agli stereotipi familiari e regionali italiani, diventando una delle realtà più note della comicità digitale nazionale. Nel percorso precedente ha pubblicato branded content, libri, partecipato a programmi televisivi e organizzato eventi come Saga Surace, capace di registrare 30mila presenze in pochi giorni secondo le ricostruzioni diffuse al momento dell’ingresso nel network.
Per 2WATCH l’operazione ha un valore che supera l’audience. Casa Surace porta un universo narrativo già riconoscibile, una community fedele e una capacità produttiva rodata. In un gruppo che vuole unire tecnologia, creator economy e branded entertainment, una property di questo tipo diventa un laboratorio per format originali, contenuti seriali, campagne cross-platform e progetti commerciali costruiti su identità editoriali forti.
Che cosa cambia per i brand?
Il messaggio rivolto alle aziende è chiaro. 2WATCH vuole offrire un sistema in cui creatività, AI, produzione e distribuzione lavorano nello stesso ambiente. Il gruppo sta sviluppando un enterprise framework modulare e proprietario, pensato per imprese che producono contenuti su scala. Ogni cliente potrà configurare solo i moduli necessari, dalla strategia creativa alla distribuzione multicanale, fino all’ottimizzazione dei workflow per aree geografiche e formati.
Questo approccio risponde a un problema concreto delle aziende strutturate. La comunicazione digitale richiede oggi messaggi coerenti su LinkedIn, Instagram, TikTok, YouTube, siti corporate, newsletter, blog, comunicazione interna, campagne paid e materiali commerciali. Senza un sistema di governance, il rischio è una produzione dispersiva, costosa e poco controllabile. L’obiettivo di 2WATCH è trasformare questo processo in una catena editoriale più ordinata, in cui l’intelligenza artificiale accelera la produzione mentre la parte creativa mantiene la direzione.
Qual è la visione di Fabrizio Perrone?
Fabrizio Perrone, CEO di 2WATCH Group, sintetizza così il cambio di passo: «Abbiamo smesso di ragionare sull’AI solo come strumento e abbiamo iniziato a costruirci sopra dei prodotti. La differenza non è semantica, è operativa». Secondo Perrone, esiste una domanda reale da parte di aziende che vogliono riprendere il controllo sulla propria produzione editoriale. Da qui nasce l’evoluzione in gruppo, con l’integrazione di creatività, tecnologia, media e produzione dentro un unico modello.
La traiettoria era già emersa nei mesi precedenti. A novembre 2025 2WATCH aveva chiuso un round superiore a 2 milioni di euro tra equity e debito, destinato a sostenere una strategia di acquisizioni e consolidare il posizionamento come entertainment hub di nuova generazione.
Qual è la sfida ora?
La scommessa di 2WATCH Group riguarda la possibilità di creare una nuova filiera italiana dei contenuti digitali, capace di tenere insieme produzione audiovisiva, media brand, talent, intelligenza artificiale e piattaforme proprietarie. Il mercato chiede velocità, ma anche controllo, formati numerosi, ma riconoscibili, e chiede contenuti adattati ai canali che siano però coerenti con la voce del marchio. 2WATCH punta quindi a diventare una fabbrica evoluta dei contenuti, dove l’intelligenza artificiale riduce tempi e complessità, mentre creativi, talent e media brand continuano a dare forma all’identità dei progetti.
